Traboccante di decori, colori e stilemi alpini, l’hotel Tyrol di Selva di Val Gardena rinnova
le sue suite. Dove il legno riveste ogni superficie e il lusso si cela nei dettagli
Foderato – e profumato – di legno, decorato con stilemi alpini, motivi, tessuti e costumi altoatesini, l’hotel Tyrol di Selva di Val Gardena è intriso di un’atmosfera famigliare morbida e accogliente, emanata da dettagli che paiono ricamati, piatti ricercati e gesti quotidiani conditi da una gentilezza sincera.
È un’ospitalità tirolese – dalle influenze toscane – calda e gioiosa, quella proposta da Bibiana Dirler e Maurizio Micheli insieme al figlio Emanuele, ora arricchita da 21 suite completamente rinnovate, che si aggiungono alle 25 già ristrutturate e alla penthouse, per un totale di 47 ‘rifugi materici’ pregiati e ovattati. Tutti con vista sulle Dolomiti.
Pavimenti, boiserie e soffitti in legno, originali o restaurati in modo accurato, rivestono ambienti intimi e raccolti, scaldati da tessuti tirolesi, sculture e palchi di corna.
Ovunque campeggiano porte, pannelli e mobili dipinti a mano con fiori, motivi arabescati o figure d’antan, qui e là sono appese fotografie storiche seppiate o in bianco e nero. A dominare la stube, immancabile in Alto Adige, è la stufa rivestita da maioliche verdi.
Quella del Tyrol è una storia che inizia quasi sessant’anni fa nel segno della famiglia e delle radici ladine. Una storia speciale che nel tempo si è ibridata con influenze e sapori toscani, ma che soprattutto si è evoluta, guidata da una visione contemporanea.
Una destinazione che spicca per la sua cucina gourmet (il ristorante interno Suinsom vanta una stella Michelin) ma anche per lo stile raffinato dei diversi ambienti, comuni e privati. Ultime a essere rinnovate sono le 21 suite di uno dei due edifici dell’hotel.
Grazie a un intervento di ristrutturazione sobrio e rispettoso a opera di Eveline Insam, nipote di Bibiana, e Duccio Ardovini, coniugi e architetti dell’omonimo studio con base a Selva di Val Gardena e Firenze, le nuove suite, configurate come piccole dimore ladine, sono rivestite – e odorano – di legno di abete termotrattato.
Spaziose e luminose, godono di scenografici affacci sulle cime delle Dolomiti. Dotate di imperiosi letti imbottiti incorniciati da testate floreali e angoli privati, sono decorate con cuscini e passamanerie dai colori caldi e brillanti – dal rosso squillante al verde, che da bosco si fa smeraldo, dal pavone all’ottanio fino al petrolio.
Allestite con mobili e attrezzature su misura che rispondono a un lusso cesellato celato dietro a ogni anta, sono ornate e ovattate da velluti e tessuti tirolesi. Quello che si respira è un confort montano, guarnito da un’opulenza pacata che a tratti si fa più esuberante, ma mai esibita o gridata.
Fuori, la magnificenza del gruppo del Sassolungo, del Sella e il Parco del Puez-Odle, dentro, ad accogliere, sorprendere – a far sentire a casa – sono gli oggetti più semplici, come le comode pantofole adornate con lo stemma dell’hotel e foderate con motivi floreali o i posacenere d’antan ingentiliti da stelle alpine, rododendri e genziane.
Gioiello dei Tyrol è la penthaouse che vanta un balcone di 20 metri quadrati da cui si gode della presenza maestosa e silente del Sassolungo. A dominare la zona living è il camino, completato da un angolo bar. Intrisi di tradizione alpina, tutti gli ambienti sono rinfrescati da un tocco di decor contemporaneo, accennato nei pregiati tessuti Dedar ed enfatizzato dall’arredobagno firmato Antoniolupi e accessoriato con rubinetti Gessi. Dal soggiorno si accede al secondo bagno: una sorta di tempio del benessere con doccia emozionale, vasca e sauna Starpool con vista panoramica. La suite può essere collegata a una camera aggiuntiva creando così uno spazio totale di 110 metri quadrati.
Tra pareti in legno intarsiate e velluti veneziani, ad essere permeata da un’atmosfera più legata alla tradizione – qui l’avanguardia è gastronomica – è la stube che ospita i soli otto tavoli del ristorante stellato Suinsom, in ladino “in cima”, “sulla vetta”. L’offerta culinaria guidata dallo chef toscano Alessandro Martellini comprende altri due ristoranti: il TyRestaurant, che propone un menu ricercato ma informale, e il TyBistro, dedicato alle (energetiche) colazioni alpine.
Ma facciamo un passo indietro: apriamo una parentesi per ripercorrere a grandi linee la storia dell’hotel Tyrol che nel 2026 compie 60 anni e per spiegare questa inedita commistione tra Alto Adige e Toscana. È il 1966 quando i coniugi Karl Malloyer e Frida Kasslatter inaugurano l’albergo che sin da subito è diventato una meta ambita per le vacanze in montagna di ospiti prestigiosi, tra cui grandi imprenditori e aristocratici. Guidato per tanti anni dalla carismatica Frida rimasta vedova, nel 1989 un evento speciale segna un nuovo capitolo: Bibiana, la nipote cresciuta tra le mura dell’hotel, incontra un ospite toscano, Maurizio, destinato a diventare suo marito. La loro unione dà inizio a un’epoca di continua cura del patrimonio familiare ma anche di rinnovamento. Nel 1994 nasce Emanuele, che incarna la fusione tra culture diverse che si sono rivelate complementari.
Risultato del processo di evoluzione in ottica contemporanea del Tyrol, il luogo vocato alla rigenerazione fisica e mentale è la spa che si arricchisce sempre di nuove proposte. Due piscine, una interna e una esterna, entrambe riscaldate a 30°, saune profumate al pino cembro, bagno turco, vasca salina, sala relax al sale himalayano, whirpool esterno e una sorta di sauna in baita collocata nel piccolo giardino invitano a riscoprire il piacere di lasciarsi coccolare tra vapori, profumi e trattamenti ricercati.
Tra le novità, i prodotti Seed to Skin, brand di skincare del Relais Borgo San Pietro, realizzati con ingredienti coltivati biologicamente in una tenuta di 120 ettari – dalle erbe officinali agli estratti botanici – e trasformati nel momento di massima potenza per preservarne le proprietà terapeutiche.
Ma prima di tutto a Selva in inverno il protagonista indiscusso è lo sci, presente e percepibile ovunque. Dalla porta dell’hotel le piste della Val Gardena distano qualche metro. Il Tyrol è infatti un punto di accesso diretto al circuito sciistico più famoso delle Alpi, il Sellaronda – il giro in senso orario o antiorario del massiccio del Sella di ben 40 km, di cui 27 con gli sci ai piedi – e, grazie al collegamento con il comprensorio Dolomiti Superski, consente di sciare sulle più belle discese dell’intero arco alpino, su un circuito di oltre 1.200 km.
Ski in / ski out: il Tyrol da “casa di montagna“ si trasforma in “cancelletto di partenza” per vivere la neve a 360°. Pochi passi separano la skiroom dell’hotel dallo skilift che porta in quota. Sciare qui è come danzare tra le montagne, accarezzati dal sole e sferzati dalla neve che scricchiola sotto gli sci, per poi, un po’ stanchi ma appagati, tornare “a casa“, al Tyrol, a farsi coccolare da attenzioni, prelibatezze e trattamenti, ma soprattutto a farsi abbracciare da un calore – personale – autentico.