Kennedy Nolan firma un nuovo omaggio alla cultura australiana: un hotel in grado di interpretare lo spirito eclettico di Melbourne con un uso generoso di legno e mattoni a vista. Accostati a una palette dai toni terrosi
Melbourne Place rappresenta un caso raro nel panorama alberghiero australiano: un hotel firmato dalla mano inconfondibile di Kennedy Nolan, capace di tradurre in forme architettoniche lo spirito eclettico della città. Il complesso si sviluppa su sedici piani e ospita 191 camere, una penthouse, spazi dedicati alla ristorazione e aree per eventi.
Si tratta del debutto dello studio australiano nel mondo dell’ospitalità, reso possibile da una libertà progettuale fuori dal comune, come racconta lo stesso fondatore Patrick Kennedy: “Il concept è nato da zero grazie a un lavoro collettivo che ha coinvolto Josh Taylor, ideatore e committente, il mio studio e l’agenzia creativa Studio Round. Questo processo ci ha permesso di adottare una visione completamente nuova, ma profondamente radicata nella cultura progettuale locale”.
La facciata sintetizza l’eredità storica di Melbourne attraverso un linguaggio sperimentale e contemporaneo, instaurando un dialogo con architetture iconiche della città come il T&G Building, Cavendish House e Hero, l’ex centrale telefonica di Russell Street.
La massa e i dettagli dell’edificio hanno una qualità novecentesca, rafforzata dalla facciata in cemento pigmentato con osssidi e mattoni rossi, finemente modellata, e dalle persiane apribili di ogni camera. I colori richiamano i toni caldi del paesaggio australiano e gli ultimi tre livelli sono arretrati rispetto al fronte strada e avvolti da una facciata vetrata continua.
All’interno, la palette si ispira ai toni della terra: rossi ossidati, bruni profondi e sfumature dorate dialogano con verdi che spaziano dal salvia al muschio fino allo smeraldo. Nelle camere, queste tonalità vengono giustapposte ad accenti più audaci, come il bordeaux e il blu elettrico, che animano anche corridoi, spazi comuni e il ristorante panoramico sul tetto.
A fare da filo conduttore è l’uso generoso del legno di jarrah (un legno pregiato di origine australiana), capace di conferire agli ambienti un calore immediato e lievemente nostalgico. La scelta dei materiali rafforza questa visione.
Rivestimenti a terrazzo dialogano con mattoni a vista, accenti metallici in ottone e acciaio corten. Arredi, finiture, luci, tappeti e mobili provengono in gran parte da artigiani e designer locali, molti dei quali realizzati appositamente per Melbourne Place.
Anche la sostenibilità rientra pienamente nella visione del progetto. Melbourne Place è concepito per operare come edificio a emissioni zero, grazie a strategie come la schermatura solare passiva e una progettazione attenta al ciclo di vita dei materiali.
Gli spazi verdi delle balconate, curati da Amanda Oliver Gardens, si integrano con naturalezza alle chiome degli alberi lungo la strada, rafforzando il legame tra architettura e paesaggio. Il risultato è un ambiente visivamente nuovo ma sorprendentemente familiare: un hotel che, per sua stessa natura, potrebbe esistere solo a Melbourne.