RISTORANTI
TimeSpirit The Macallan

Nelle Highlands scozzesi, David Thulstrup progetta TimeSpirit, il ristorante che celebra il bicentenario di The Macallan. Un intenso dialogo tra materia e luce che fonde tradizione locale e disciplina scandinava

Sulle alture delle Highlands scozzesi, un nuovo ristorante celebra il bicentenario di The Macallan, una delle distillerie di whisky più celebri al mondo. Progettato dal designer danese David Thulstrup, TimeSpirit nasce come un tributo alla relazione tra tempo, paesaggio e cultura materiale, traducendo i valori di The Macallan in un linguaggio architettonico di misura e autenticità.

L’intervento si inserisce all’interno della distilleria concepita da Rogers Stirk Harbour + Partners, un edificio semi-ipogeo e perfettamente integrato al paesaggio. Qui Thulstrup porta il suo inconfondibile rigore nordico, temperato dal calore materico e da una profonda attenzione al contesto.

Il ristorante da 24 coperti si articola in due spazi principali – una cantina ovale e una sala da pranzo privata – immersi nella luce, tra superfici di rovere, ardesia e pietra spagnola Albarez.

Il dialogo tra nord e sud, tra Scozia e Catalogna, tra whisky e cucina, costituisce la chiave simbolica del progetto. TimeSpirit è infatti il primo avamposto internazionale del ristorante El Celler de Can Roca, tre stelle Michelin a Girona.

Come nei menù dei fratelli Roca, anche qui le origini si trasformano in ricerca, la tradizione in esperienza. “Il mio obiettivo era creare un design senza tempo che onorasse il luogo e riflettesse la loro collaborazione con El Celler de Can Roca,” afferma Thulstrup, che ha tradotto la filosofia condivisa in una narrazione spaziale coerente, fatta di materiali onesti e di luce misurata.

«Volevo che il ristorante sembrasse esistere da sempre, in armonia con la distilleria e il paesaggio. Tutte le scelte materiche sono ispirate alla storia di The Macallan e al territorio che la circonda» — David Thulstrup

La quercia domina: avvolge pareti, arredi e superfici con tonalità calde e venature profonde, evocando le botti in cui il whisky Macallan invecchia lentamente. Ogni postazione, tavolo o bancone è su misura, pensato per acquisire nel tempo la stessa patina delle doghe di rovere impregnate di sherry. Le partizioni verticali, realizzate con pannelli in rete di alluminio, articolano lo spazio senza interromperlo, migliorando la percezione acustica e la qualità tattile dell’ambiente.

La cucina a vista è il perno attorno a cui ruota il progetto: un teatro di gesti che si offre all’osservatore senza ostentazione, in piena continuità con l’idea di trasparenza su cui si fonda l’arte gastronomica dei fratelli Roca.

Qui l’ardesia, materiale tradizionale della Scozia, riveste piani operativi e pareti, stabilendo un legame diretto con l’architettura vernacolare del luogo. Intorno, la pavimentazione in pietra Albarez di Jerez, chiara e luminosa, rimanda all’Andalusia, lì dove vengono prodotte le botti di sherry che contribuiscono all’aroma distintivo del whisky.

L’interior di Thulstrup, rarefatto e preciso, è una meditazione sul tempo. Come il distillato, anche lo spazio è pensato per maturare, per sviluppare una patina, per raccontare la sua storia attraverso la superficie dei materiali. Il rovere, la pietra e il metallo brunito traducono in forma spaziale l’essenza stessa del whisky: concentrazione, lentezza, memoria.

«Gli arredi, pensati per durare decenni, incarnano la mia idea di lusso discreto: bellezza, resistenza e calma. Design che invecchia bene, come un’ottima botte di rovere» — David Thulstrup

Il concept prosegue nella cantina: un ovale di rovere e pietra che custodisce, come un archivio del tempo, le bottiglie più rare di The Macallan, illuminate da una luce radente. In una sequenza rituale, la materia racconta la genealogia della produzione: la quercia europea, i terreni calcarei di Jerez, l’ambra del distillato. Gli arredi ARV, già disegnati da Thulstrup per il Noma di Copenhagen, completano il racconto con la loro sobria solidità e assicurano durabilità, bellezza funzionale e coerenza stilistica.

Il progetto, apparentemente essenziale, è in realtà una costruzione complessa di ritmo, tatto e proporzione. Ogni materiale è modulato secondo la sua capacità di assorbire e riflettere la luce naturale, quella luce chiara tipica delle Highlands che scandisce il tempo e le stagioni.

Ne risulta uno spazio misurato, privo di decorazioni superflue ma denso di significati, dove rigore e calore trovano sintesi nella concretezza della materia.