Akin Atelier converte una grande sala neogotica di fine Ottocento nel ristorante Reine & La Rue. Costruendo spazi intimi ed eleganti senza competere con la monumentalità dell’architettura
Inserito nel volume monumentale dell’ex Melbourne Stock Exchange, il ristorante Reine & La Rue si configura come progetto di riattivazione spaziale. Akin Atelier, che ha curato l’intervento, agisce su una sala neogotica di fine Ottocento, rimasta inutilizzata per oltre vent’anni, assumendo l’eredità storica non come vincolo ma come condizione generativa del progetto.
Il quadro concettuale è quello del riuso adattivo applicato a un’architettura simbolica, dove scala, materia e conservazione degli elementi preesistenti definiscono il campo di azione. Volte, colonne in granito, pareti lapidee e superfici musive non sono occultate né restaurate in senso scenografico, ma restano esposte, leggibili, operative. Ogni nuovo elemento si inserisce per addizione, evitando qualsiasi competizione formale.
Il progetto lavora per sovrapposizione di sistemi. Da un lato, l’involucro storico, statico e monumentale; dall’altro, una struttura interna fatta di arredi, superfici e dispositivi di servizio che introducono una nuova scala percettiva. Tavoli, banchi e partizioni costruiscono una sequenza di micro-ambiti, capaci di rendere funzionale un volume originariamente estraneo alla dimensione conviviale di un ristorante.
In questo senso, la strategia spaziale è trasparente. L’intimità non è affidata a separazioni rigide, ma a una calibrata modulazione di densità, al controllo delle distanze, all’uso misurato della luce e dei materiali. Lo studio ha selezionato marmo, legno, metallo e pelle per consonanza cromatica e tattile con la pietra esistente. Il nuovo non imita l’antico, ma ne assorbe il registro tonale.
Alla sala principale – spazio aperto, continuo, attraversato visivamente dalla struttura storica – si affianca il bar speakeasy La Rue, un ambiente autonomo e volutamente decentrato, concepito come controcampo spaziale rispetto alla monumentalità della dining room. Più che come semplice ambito accessorio, La Rue funziona come alternativa: un luogo a scala ridotta, introverso, che ricalibra drasticamente altezze, luci e distanze.
Ciò che rende Reine & La Rue significativo non è solo la qualità formale, ma la sua lettura critica del tema delle preesistenze. Akin Atelier evita sia l’approccio museale sia quello mimetico, scegliendo una terza via: un interior design che si innesta nella storicità dell’edificio, senza mai comprometterne l’identità.