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Ru Yun by One Soul Design

Affacciato sul Monte Siguniang, il retreat firmato da One Soul Design traduce l’architettura tibetana in un sistema di volumi essenziali. In costante relazione con il paesaggio montano

Nella regione montuosa del Sichuan occidentale, il Ru Yun Hotel svetta sulle cime innevate del Monte Siguniang. Progettato da One Soul Design nel villaggio di Sida’an, il complesso nasce da un dialogo profondo con il contesto naturale, capace di combinare l’eredità dell’architettura tibetana con un linguaggio essenziale.

Il nome dell’hotel deriva da un’espressione tibetana che significa “come una nuvola”, un chiaro riferimento alla sua posizione sopraelevata e al rapporto privilegiato con le creste montuose.

L’impianto architettonico risponde con precisione al paesaggio, allineandosi al profilo del monte, mentre l’intersezione dei tetti inclinati genera una composizione che richiama il carattere cinese ren (entrare), evocando simbolicamente un gesto di accoglienza.

Il complesso si articola in quattro edifici distinti, ciascuno concepito come una variazione sul tema dell’architettura Jiarong tibetana, reinterpretata attraverso tecniche costruttive contemporanee. La tipica struttura con basamento in muratura e volume superiore in legno, infatti, viene semplificata e resa essenziale.

I primi due edifici si ispirano all’architettura monastica, privilegiando atmosfere raccolte e contemplative, mentre il terzo e il quarto instaurano un dialogo più diretto con la roccia.

Gli spazi interni seguono una distribuzione chiara e leggibile: al piano terra, le aree comuni si aprono verso il paesaggio attraverso ampie vetrate a tutta altezza, che incorniciano le cime e attenuano il confine tra interno ed esterno. I livelli superiori, interamente realizzati in legno, ospitano le camere e gli ambienti più intimi.

La selezione dei materiali riflette un approccio pragmatico e attento alle risorse locali. Le difficoltà di accesso al sito, inizialmente raggiungibile solo a cavallo, hanno orientato l’impiego di legno e pietra recuperati direttamente dal villaggio. I colori delle pareti derivano dalle tecniche tradizionali della terra battuta, mentre all’interno affiorano dettagli equestri che rimandano alla fase costruttiva originaria.

Elemento centrale del progetto è una piscina affacciata sulle montagne e ricavata da una cavità preesistente. Oggi trasformata in spazio conviviale e punto di osservazione privilegiato, diventa un luogo sospeso da cui assistere all’alba sul monte Balang. Nelle giornate limpide, l’area si trasforma in un bar all’aperto, estendendo la vita dell’hotel verso il paesaggio.

All’interno, ruote di preghiera tibetane, vasi in argilla e strutture lignee tradizionali scandiscono gli spazi comuni e le camere, rafforzando il legame con la cultura locale. “Volevamo che l’edificio sembrasse sempre appartenuto a questo luogo”, raccontano da One Soul Design.