STORE
Chic Camélia

A Shanghai, Atelier d’More trasforma un locale d’angolo in un retail essenziale e sofisticato. La pianta a L, le ampie vetrate e un soffitto continuo modellano tre ambiti successivi. Scolpiti dalla luce e da una palette di colori neutri

Nel contesto urbano di Shanghai, lo store Chic Camélia occupa un locale d’angolo al piano terra di un edificio commerciale affacciato su una grande arteria cittadina. Atelier d’More affronta il progetto partendo da una condizione spaziale caratterizzata da una pianta a L e da una struttura a pilastri.

L’ingresso si colloca su una piattaforma rialzata di circa mezzo metro rispetto al livello stradale. Lo studio interviene ridisegnando completamente questo fronte, attenuando la pendenza dei gradini e prolungando la pavimentazione interna in pietra calcarea chiara verso l’esterno.

Il passaggio dalla strada allo spazio di vendita avviene attraverso una transizione graduale, completata da una fascia in decking ligneo e dalla presenza di una camelia piantata all’estremità della piattaforma.

L’interno si sviluppa su una superficie di oltre 300 metri quadrati, organizzata in tre ambiti principali disposti in sequenza: area anteriore, zona centrale e spazio posteriore. Questa articolazione segue la profondità del lotto e struttura il percorso espositivo in modo chiaro e continuo.

Il rapporto con l’esterno gioca un ruolo centrale nel progetto di Chic Camélia. La prima vetrina, affacciata direttamente sulla strada, funziona come unico punto di dialogo visivo con il flusso urbano. Una seconda apertura, rivolta verso una strada interna, introduce luce naturale e una vista diretta sulla vegetazione.

Una terza finestra, parzialmente schermata da un setto strutturale lungo otto metri, riceve luce filtrata attraverso un’apertura ricavata nella parete, che guida lo sguardo verso uno spazio più raccolto.

Per risolvere la complessità degli impianti a soffitto, Atelier d’More introduce un nuovo piano orizzontale continuo. Questo elemento sospeso corre lungo l’intero spazio e assume deformazioni puntuali che definiscono le diverse zone funzionali.

Il soffitto si solleva in prossimità delle vetrine, si abbassa lungo il percorso espositivo e si incurva nuovamente in corrispondenza delle aree prova. Un corpo illuminante sferico segna l’area tra il banco di accoglienza e il tavolo centrale, mentre l’illuminazione radente accompagna i camerini e le zone di esposizione.

Nella parte finale del percorso, tre camerini emergono dalla parete e segnano la conclusione della sequenza spaziale.