Ridge Barn rilegge una storica tipologia rurale integrando architettura e territorio. Nel progetto dello studio Worrell Yeung, spazio e materia costruiscono un volume dalla forte presenza, radicato nel paesaggio dell’Upstate New York.
Nel progetto di Ridge Barn – uno spazio di servizio e ospitalità concepito come parte di un più ampio insediamento residenziale – lo studio newyorkese Worrell Yeung formalizza la sua ricerca sul rapporto tra architettura e territorio.
Il risultato è un edificio collocato sul crinale di una vasta proprietà nell’Upstate New York, che oltre a essere landmark paesaggistico è allo stesso tempo soglia di accesso a una dimensione abitativa plasmata lavorando sui dislivelli del terreno, la matericità della costruzione e la sua progressione spaziale.
Il progetto prende le mosse dalle bank barn, una tipologia architettonica rurale diffusa nel nord-est degli Stati Uniti: edifici addossati a un pendio naturale, che in questo modo consentono l’accesso diretto a differenti livelli senza ricorrere a rampe o altre strutture.
Soluzione in origine utilizzata per organizzare le attività agricole, questa configurazione viene qui assunta come principio spaziale e la pendenza naturale del terreno diventa il dispositivo ordinatore del progetto.
Il volume di Ridge Barn, compatto e coerente, è rivestito interamente in acciaio corten, materiale che affida al tempo la caratterizzazione estetica dell’involucro. La sua patina di ossido, destinata a evolvere con le stagioni, stabilisce una continuità cromatica con il paesaggio.
Un taglio longitudinale attraversa il volume dell’edificio generando un breezeway. Uno spazio aperto ma protetto, sempre derivato dall’architettura vernacolare americana, utilizzato come asse di passaggio e ventilazione e come dispositivo che alleggerisce il volume dell’edificio.
La distribuzione interna segue lo sviluppo altimetrico del terreno. Al livello superiore si trovano una bunkhouse per gli ospiti e una zona fitness. Gli ambienti sono organizzati tramite arredi integrati, che assolvono alle funzioni abitative riducendo la necessità di partizioni tradizionali.
Un soppalco accessibile tramite una scala a pioli introduce una memoria costruttiva, in linea con il carattere dell’edificio.
Al livello inferiore, parzialmente interrato, trovano posto ulteriori spazi di servizio e, a breve distanza, una piscina servita da un’area esterna. Anche qui l’architettura evita soluzioni eccessivamente cariche: gli ambienti sono pensati come estensione diretta verso l’esterno, rafforzando il carattere unitario dell’intervento.
Continuità e sottrazione sono gli elementi guida dell’interior design. La palette dei materiali è ridotta ed essenziale: legno naturale per pavimenti e arredi, limitati rivestimenti minerali, metallo lasciato a vista in pochi, ben individuati elementi puntuali.
Alla scabra superficie del corten all’esterno corrisponde, all’interno, una matericità calda e avvolgente, mentre il rapporto con il paesaggio è mediato da aperture calibrate e un controllato mix di luce naturale e artificiale.
Nel suo complesso, Ridge Barn evita contrapposizioni nette fra natura e costruito, così come fra tradizione e contemporaneità. Il progetto utilizza invece transizioni controllate fra elementi tipologici, spazi e materiali, affidando al tempo e all’uso il compito di completare l’opera.