Marmi selezionati in Italia, rovere europeo a spina, dettagli déco e arredi su misura. Il progetto di Greg Natale per una casa a New York è un saggio di stratificazione colta e di coerenza materica
Questa casa newyorkese è il punto d’incontro tra memoria italiana, suggestioni parigine e un deciso spirito metropolitano. Nel cuore dell’Upper East Side, Greg Natale trasforma una townhouse di quattro piani, un tempo a uso misto, in un interno denso di rimandi colti, in cui il progetto di interior dialoga serratamente con l’architettura e con un sistema di superfici pensato al millimetro.
Il ripristino dell’ingresso a doppia porta restituisce ordine e gerarchia alla facciata, mentre all’interno una sequenza di ambienti orchestrati per layer sovrapposti alterna riferimenti classici e interventi dichiaratamente contemporanei.
La selezione dei materiali è il vero filo conduttore del progeto. I marmi, selezionati personalmente dai proprietari in Italia, diventano struttura e decorazione: disegni geometrici a pavimento, elementi scultorei, piani che definiscono le funzioni.
La loro presenza, quasi teatrale, è bilanciata da tessuti corposi, laccature profonde, superfici lucide che amplificano la luce e una tavolozza cromatica studiata per creare un effetto “scatola gioiello”. Tonalità cupe e avvolgenti a fare da sfondo, pastelli calibrati a inserire leggerezza, in un gioco continuo di contrapposizioni e rimandi.
Su questo impianto si innesta il progetto dei pavimenti in legno, sviluppato in parallelo con Tongue & Groove. La collezione Bosco, e in particolare il pattern Ada, rilegge la tradizione della spina di pesce in chiave fluida, quasi ondulata, introducendo una componente dinamica che attraversa tutta la casa. Le doghe in rovere europeo combinano precisione ingegneristica e ricerca formale, trasformando il parquet in un dispositivo progettuale che guida lo sguardo e ammorbidisce la presenza dei marmi.
La casa si definisce così come un esercizio di contrasti governati. Il déco emerge nelle boiserie, nelle geometrie delle lavorazioni su misura, in alcuni volumi d’arredo. L’anima parigina, dichiaratamente massimalista, si ritrova nella stratificazione di pattern e finiture, ma viene sempre misurata da un controllo compositivo che preserva la leggibilità degli spazi.
Greg Natale lavora sia per accumulo che per sottrazione: vintage europeo ed elementi custom convivono senza nostalgia, ogni scelta risponde a una logica di relazione tra superfici, volumi e luce. L’eclettismo newyorkese è assunto come metodo più che come stile: la casa non si affida a un’unica grammatica formale, ma costruisce una narrazione coerente fatta di rimandi incrociati, di provenienze e tempi diversi.
Ne risulta un interno che non si lascia ridurre a etichette – né classico, né puramente contemporaneo – ma che afferma, con rigore, l’idea di progetto come dispositivo culturale prima ancora che estetico.