LABORATORI
Atelier olfattivo

Atelier OA progetta Aromind, un laboratorio aperto al pubblico dedicato alla creazione di profumi personalizzati. Che organizza arredi, materiali e superfici attorno al gesto della composizione olfattiva

A Seoul, in un tessuto urbano fatto di vicoli e botteghe artigianali, Atelier OA progetta il laboratorio di profumeria Aromind, uno spazio dove il gesto di creare una fragranza diventa principio ordinatore degli interni. Non un semplice negozio, quindi, ma un ambiente che organizza il proprio linguaggio attorno a una pratica lenta, fatta di concentrazione, percezione e selezione.

Aromind è concepito come un atelier olfattivo aperto al pubblico, dove i visitatori possono comporre le loro personali fragranze combinando diverse essenze. Il progetto traduce questo processo in uno spazio ordinato e leggibile, dove il lavoro sul profumo – annusare, confrontare, dosare, testare – trova supporto nella disposizione e qualità delle superfici.

L’interno si articola intorno a un grande tavolo di lavoro, vero fulcro operativo del laboratorio. A partire da questo elemento si sviluppa una sequenza di scaffali e banchi, che ospitano le essenze e gli strumenti necessari alla composizione. Il layout costruisce un organismo continuo, dove le distanze sono calibrate per permettere movimento e permanenza. In questo senso Aromind si avvicina più all’archetipo dell’atelier o del laboratorio scientifico che a quello del classico spazio retail.

La palette materica del progetto è controllata, mai decorativa. Il legno definisce i piani di lavoro, gli scaffali e alcune partizioni leggere. La sua presenza introduce una dimensione tattile e domestica, utile a stemperare l’atmosfera. Le superfici chiare delle pareti e dei pavimenti, invece, funzionano come fondale neutro per contenitori ed essenze.

Il progetto lavora soprattutto sulla ripetizione e precisione degli accostamenti. Gli arredi sono limitati a piani, contenitori e mensole, disposti nello spazio secondo una logica quasi modulare. L’attenzione è rivolta alla leggibilità degli oggetti, con le piccole bottiglie che contengono le essenze a diventare parte integrante della scena.

L’intervento costruisce così un equilibrio delicato fra struttura e allestimento. Gli elementi d’arredo non sono semplici attrezzature funzionali, ma componenti che definiscono l’ambiente, generando un sistema continuo che organizza lo spazio senza frammentarlo.

La specificità della funzione ospitata – la creazione di profumi – introduce una dimensione sensoriale insolita per un progetto d’interni. La grammatica degli spazi ne tiene conto, adottando soluzioni che privilegiano ordine e neutralità cromatica.

L’assenza di contrasti forti, la limitatezza della palette e la presenza di materiali naturali costruiscono un ambiente che non sovraccarica la percezione. In questo modo l’attenzione può concentrarsi sull’aspetto olfattivo: riconoscere una nota, confrontarla con un’altra, immaginarne la combinazione. Una piccola “architettura della concentrazione”, dove la composizione dello spazio e quella del profumo si riflettono l’una nell’altra.