Alla Fondation CAB di Saint-Paul-de-Vence, una mostra racconta il genio poliedrico di Jean Prouvé, figura centrale del design e dell’architettura del Novecento. Che ha ridefinito il rapporto tra struttura, funzione e forma
Dal 14 marzo al 31 ottobre 2026, la Fondation CAB di Saint-Paul-de-Vence, in Francia, in collaborazione con Laffanour/Galerie Downtown, presenta la mostra Jean Prouvé – Inventeur de maisons, un’esposizione dedicata a una delle figure più influenti del design e dell’architettura del XX secolo. Il percorso riunisce una selezione significativa di opere che testimoniano il carattere poliedrico del lavoro di Jean Prouvé.
Architetto e designer, Prouvé ha ridefinito il rapporto tra struttura, funzione e forma, sviluppando una visione moderna in cui ogni elemento – dall’oggetto domestico all’edificio – obbedisce alla stessa logica costruttiva, al tempo stesso rigorosa e poetica. La mostra trova la sua sede ideale nella Fondation CAB, edificio degli Anni 50 recentemente restaurato dall’architetto e interior designer Charles Zana. In questo contesto, l’esposizione si inserisce pienamente nella missione della fondazione, che promuove il dialogo tra arte minimalista e concettuale e la storia del design francese.
Il cuore della mostra è dedicato alla ricerca di Prouvé sulle case “Coque” e “Métropole” realizzate a Meudon, che rappresentano uno dei momenti più alti della sua riflessione sulla prefabbricazione. Di fronte alla crisi abitativa del dopoguerra, il progettista sviluppò soluzioni strutturali innovative capaci di coniugare leggerezza, rapidità di montaggio e solidità costruttiva. In queste architetture emerge con chiarezza anche la dimensione sociale del suo lavoro: progettare abitazioni accessibili e funzionali, capaci di rispondere alle esigenze della vita contemporanea.
Accanto ai progetti architettonici, la mostra presenta alcuni dei mobili più emblematici progettati da Prouvé, nei quali l’innovazione strutturale dialoga direttamente con l’uso quotidiano. Tra questi figura il letto Cité, progettato per la residenza universitaria di Nancy.
La struttura, realizzata in lamiera d’acciaio piegata, è composta da due travi longitudinali che collegano testata e pediera, modellate come elementi scatolari aperti destinati ad accogliere mensole in legno. L’ampia testata, volutamente asimmetrica, integra un cassetto e una mensola intermedia, soluzione rimasta invariata fino alla fine della produzione nel 1953.
Un altro protagonista dell’esposizione è il tavolo Compas, progettato nel 1953 e considerato una delle creazioni più iconiche del designer. Spesso associato alla celebre sedia Standard, il tavolo riflette una ricerca avanzata di efficienza costruttiva e chiarezza formale. La base essenziale poggia su gambe rastremate in lamiera d’acciaio piegata a sezione triangolare, assemblate a coppie e saldate a una traversa centrale.
Staffe triangolari sostengono il piano del tavolo e allo stesso tempo ne nascondono i punti di fissaggio. La struttura simmetrica consente di utilizzare piani di diverse dimensioni e materiali – dal legno massello al compensato, dal laminato alla plastica – rendendo il tavolo adatto sia all’ambito domestico sia agli spazi collettivi. Ampia diffusione trovò infatti nell’arredo di mense universitarie e caffetterie.
A oltre settant’anni dalla loro progettazione, queste opere conservano una straordinaria attualità. La mostra alla Fondation CAB mette così in luce il contributo unico di Jean Prouvé alla storia dell’architettura e del design: quello di un inventore capace di trasformare i vincoli tecnici in forme essenziali e poetiche, unendo ingegno costruttivo, visione sociale ed eleganza formale.
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