MOSTRE
Andrea Branzi by Toyo Ito

Alla Triennale di Milano, la mostra Andrea Branzi by Toyo Ito ripercorre, con oltre 400 opere, la ricerca dell’architetto scomparso nel 2023. Dalle sperimentazioni radicali alle ricerche antropologiche

Alla Triennale di Milano, fino al 4 ottobre 2026, una grande mostra monografica rende omaggio a Andrea Branzi, figura centrale del design italiano e del progetto contemporaneo. Intitolata Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present, l’esposizione nasce dalla collaborazione con la Fondation Cartier pour l’art contemporain ed è affidata allo sguardo dell’architetto giapponese Toyo Ito, legato a Branzi da un lungo rapporto professionale e umano.

Più che una retrospettiva tradizionale, la mostra si configura come un itinerario biografico e teorico che attraversa oltre cinquant’anni di ricerca, dalle prime sperimentazioni radicali a Firenze con Archizoom Associati fino alle esperienze con Studio Alchimia e Memphis, per arrivare a una visione del design sempre più aperta a dimensioni antropologiche, ecologiche e interdisciplinari.

Il progetto espositivo, ideato da Ito insieme a Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi e curato da Nina Bassoli e Michela Alessandrini, si sviluppa come un “flusso ininterrotto”: uno spazio fluido, organizzato per traiettorie e vortici, in cui le opere non si dispongono secondo una sequenza cronologica rigida, ma costruiscono relazioni dinamiche. L’idea di “presente continuo” suggerisce infatti una pratica progettuale che sfugge a una collocazione temporale definita, mantenendosi viva e in costante evoluzione.

In mostra oltre 400 opere tra installazioni, modelli, disegni, oggetti, video e materiali d’archivio, provenienti sia da serie note sia da nuclei meno conosciuti. Il percorso si apre e si chiude simbolicamente con due autoritratti e include una grande installazione site-specific dedicata a No-Stop City (1969-1972), progetto fondamentale che traduce in forma teorica una critica radicale alla metropoli moderna e introduce il concetto di “scrittura territoriale”.

L’allestimento si articola in undici sezioni tematiche, concepite come un arcipelago di isole interconnesse. Tra queste, la ricostruzione della mostra Superarchitettura del 1966 e le prime sperimentazioni di arredo; le Metropoli teoriche, dedicate ai progetti per il territorio; Decorattivo, che raccoglie le ricerche sui materiali degli Anni 70; e Superfici attive, incentrata sul paesaggio. Non mancano gli interni e gli oggetti della serie Animali domestici, così come le installazioni ambientali Ellipse e Gazebo, già presentate nella mostra Open Enclosures del 2008.

Ampio spazio è dedicato anche alla dimensione espositiva e curatoriale, con la sezione Ambienti e dispositivi espositivi, e ai progetti per lo spazio pubblico, mentre le aree finali approfondiscono gli sviluppi più recenti della ricerca di Branzi, tra cui Ospitalità cosmica, che indaga la coabitazione tra specie diverse, e Oggetto ibrido, dove il design supera i propri confini attraverso pratiche di innesto.

Chiude il percorso uno spazio dedicato alle pubblicazioni e a una serie di interviste video inedite realizzate da Hans Ulrich Obrist, che sottolineano il ruolo centrale della trasmissione del sapere nella pratica di Branzi.

Ne emerge il ritratto di un autore che ha attraversato discipline e decenni senza mai irrigidirsi in una forma definitiva, costruendo un pensiero progettuale capace di mettere in relazione architettura, design, arte e paesaggio in un unico, continuo campo di ricerca.

Per maggiori informazioni Triennale Milano