Inventore di lampade che nascono per dare forma a un’idea, Davide Groppi ripercorre oltre quarant’anni di ricerca con una retrospettiva da Volumnia a Piacenza. Un percorso che si dispiega nella chiesa sconsacrata di Sant’Agostino. Dove costruzioni e intuizioni luminose danno profondità al buio e spessore alla luce
A Piacenza, fino al 26 maggio 2026, la galleria Volumnia ospita Un’ora di luce, una grande mostra antologica dedicata a Davide Groppi. Figura tra le più significative e riconoscibili nel panorama del lighting design internazionale, utilizza la luce – e il buio – per scrivere storie minute e silenti. Storie fatte di precisione matematica e astrazione poetica. Storie di percezioni.
Designer e imprenditore, ma prima ancora inventore illuminato, Groppi fonda la propria ricerca su un’idea essenziale di luce. Uno strumento capace di dialogare con l’architettura, modellare lo spazio e generare relazioni ed emozioni. Fin dagli esordi, nel 1988, sviluppa un linguaggio progettuale rigoroso e al contempo ascetico, costruito su sottrazione e leggerezza, intuizione e meraviglia.
Curata da Marco Sammicheli, la mostra ripercorre oltre quattro decenni di lavoro. Lampade, costruzioni luminose e dispositivi scenografici danno profondità al buio e consistenza alla luce. Quella creata è un’esperienza alchemica, fisica ed eterea, scientifica e a tratti magica, calata in un tempo sospeso, pensato dallo stesso Groppi per accompagnare il visitatore in una dimensione di stupore.
L’allestimento si dispiega lungo la maestosa navata della chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, sede di Volumnia, spazio restituito alla città da Enrica De Micheli e già illuminato da Groppi, anche lui piacentino nel 2018. Volumi bianchi e metafisici scandiscono l’architettura, definendo una successione di ambienti neutri. Qui le lampade emergono come presenze puntuali, quasi fossero piccole fiaccole tecnologiche generatrici di magia.
L’ingresso segna una soglia simbolica: la lampada Moon introduce a uno spazio di architetture razionali, dove la luce diventa guida e materia viva. La mostra prende poi avvio da cinque utopie di luce, pezzi unici sospesi tra possibile e impossibile, natura e artificio.
Da qui si sviluppa una sequenza di muri abitati, attraversati da interventi luminosi che si rivelano progressivamente. Il percorso espositivo prosegue fino a instaurare un dialogo con i reperti, le opere d’arte, gli arredi storici e oggetti di design custoditi da Volumnia, coinvolti in una relazione garbata con le opere luminose che hanno segnato la carriera del designer.
In occasione della mostra viene presentata anche la lampada Vera, in edizione limitata per Volumnia, con finitura amaranto laccato. La lampadina, visibile solo all’accensione come un ologramma, genera una luce diretta, indiretta e diffusa. Sintetizza forme pure – un cono in vetro trasparente e una base cilindrica in alluminio – in un oggetto di forte precisione formale.
Dispiegato in un ambiente echeggiante e sontuoso, segnato dalle tracce del tempo, l’allestimento include inoltre la nuova lampada Umasi, che prosegue la ricerca instancabile di Groppi sul rapporto tra tecnologia, spazio e percezione.
Tra poesia e industria, immersa per contrasto in una scenografia imponente, solenne quanto silente, Un’ora di luce ricalca la simbiosi di linguaggio, progetto e impresa tipica di Davide Groppi, un creatore illuminato.
Un’ora di luce rimane visitabile fino al 26 maggio 2026. Maggiori informazioni sul sito di Volumnia
Davide Groppi – Un’ora di luce
Volumnia, stradone Farnese 33 – Piacenza
Dal 26 marzo al 26 maggio 2026
dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
Vera, in limited edition
La nuova lampada Umasi