MOSTRE
Alessandro Mendini a Londra

La Estorick Collection di Londra dedica ad Alessandro Mendini la sua prima mostra nel Regno Unito: circa 50 opere raccontano un percorso creativo tra design, arte e visione postmoderna, dalle collaborazioni più iconiche al dialogo con le avanguardie storiche

A Londra, la Estorick Collection of Modern Italian Art inaugura il 2026 con la prima mostra personale nel Regno Unito dedicata ad Alessandro Mendini (1931-2019), uno dei designer e architetti più creativi e influenti dell’Italia del dopoguerra. Riunendo circa 50 opere chiave – tra mobili, disegni, dipinti, tappeti e oggetti di design – la mostra, visitabile fino al 10 maggio, celebra l’approccio ludico e poetico di Mendini attraverso la sua straordinaria carriera e le sue iconiche collaborazioni con aziende come Alessi e Swatch.

Nato a Milano, Mendini ha collaborato con figure come Robert Venturi ed Ettore Sottsass, oltre a dirigere riviste come Casabella, Domus e Modo, da lui fondata. Si afferma così come una voce centrale del postmodernismo: il suo lavoro si distingue per arguzia ed esuberanza, oltre che per un ampio spettro di riferimenti artistici che ne definiscono l’approccio al design.

Una fonte di ispirazione significativa è rappresentata dal Futurismo italiano dei primi del Novecento. Mendini ne condivide l’ambizione utopica di “ricostruire l’universo”, fondendo arte e vita quotidiana. La mostra evidenzia questo legame attraverso due opere tessili dedicate a Fortunato Depero e una serie di “maschere meccaniche” che omaggiano figure come Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini e Antonio Sant’Elia.

L’esposizione approfondisce inoltre il dialogo tra l’opera di Mendini e le avanguardie storiche. Tra i pezzi principali figurano il divano Kandissi, ispirato alle composizioni astratte di Wassily Kandinsky, e un gruppo di sculture e vasi che richiamano le figure simili a manichini presenti nelle opere di Kazimir Malevich degli anni Trenta.

È inoltre esposta la celebre poltrona Proust (1978), un mobile neobarocco reinterpretato attraverso una decorazione puntinista. Opere come questa riflettono un approccio alla storia dell’arte al tempo stesso rispettoso e irriverente, in cui emerge una costante rilettura del principio modernista “la forma segue la funzione”.

La mostra include anche alcune delle creazioni più note e antropomorfe di Mendini, come gli apribottiglie e cavatappi Anna G. e Alessandro M., prodotti da Alessi a partire dal 1994, che incarnano la sua idea di “trattare gli oggetti come se fossero esseri umani; li faccio sorridere”.

Un catalogo illustrato, con un saggio del curatore Alberto Fiz e realizzato in collaborazione con l’Archivio Alessandro Mendini, accompagna l’esposizione, offrendo nuove prospettive sulla vita e sul lavoro del designer. Dal 2019, Elisa e Fulvia Mendini guidano l’Archivio e lo studio fondato dal padre.

Per maggiori informazioni Estorick Collection