Alla Design Week, Dieffebi indaga il confine tra lavoro e abitare, con un progetto d’allestimento di Elisa Ossino che affonda le radici nell’estetica del Sol Levante
Esiste ancora una separazione riconoscibile tra gli spazi del lavoro e quelli della vita quotidiana? La ricerca di Dieffebi – azienda italiana che da oltre quarant’anni interpreta la trasformazione dell’ambiente ufficio e degli spazi collettivi – si sviluppa lungo questa soglia sempre più sfumata, indagandone le possibilità progettuali attraverso colore, forma e materiali.
Nello showroom monomarca di via Milazzo, l’art direction di Elisa Ossino prende forma in Honshitsuteki (本質的) | Dieffebi: L’Essenza della Forma. Il termine giapponese richiama un’idea di essenza (o imprescindibilità) che guida un progetto per sottrazione, dove il vuoto organizza lo spazio e le geometrie dei pochi elementi inseriti restano nitide e pulite.
La palette è morbida e accogliente e mette in relazione diretta spazio e arredi: librerie, contenitori, tavoli e sedute. Gli elementi lavorano su proporzioni leggere articolando un ambiente familiare e accogliente che invita a una fruizione più distesa. La componente tecnica resta centrale, ma è affiancata da una sensibilità progettuale attenta alla qualità degli ambienti e delle relazioni, che porta lo spazio ufficio verso una dimensione più domestica, vicina ai linguaggi del progetto privato.
Fondata negli Anni 70, Dieffebi ha consolidato la propria presenza nel settore b2b sviluppando una competenza specifica nell’organizzazione degli spazi operativi. Negli ultimi anni, questo percorso si è infatti ampliato verso una visione più trasversale, in cui gli arredi si muovono tra contesti diversi con naturalezza, riflettendo un modo di abitare sempre più ibrido e continuo.