Dalla tradizione manifatturiera veneta a una visione evoluta dell’outdoor. L’ombrellone di Scolaro Parasol entra a tutti gli effetti nel linguaggio dell’architettura
Negli ultimi anni, Scolaro Parasol – azienda con oltre cinquant’anni di attività nella progettazione e produzione di ombrelloni professionali, con sede nel Padovano – ha orientato il proprio lavoro verso una lettura più ampia dell’ombrellone, inteso a tutti gli effetti come elemento di progetto capace di definire lo spazio e la sua percezione.
Un chiaro esempio di questa visione è la nuova collezione Pagodaire, nata da una rilettura contemporanea dell’ombrellone a pagoda, che amplia il perimetro tipologico tradizionale. Le linee morbide e riconoscibili definiscono una presenza capace di caratterizzare l’ambiente, mentre il braccio laterale libera completamente l’area sottostante, ottimizzando lo spazio ombreggiato per renderlo pienamente utilizzabile.
“Negli spazi hospitality, l’ombrellone – attraverso forma e colore – rafforza il brand, rende riconoscibile un luogo e contribuisce a definire l’esperienza dell’ospite” – Dan Rogoz, Scolaro Parasol
L’apertura assistita con pistone a gas introduce un gesto fluido e controllato, che agevola il lavoro degli operatori. La chiusura retrattile, invece, consente di intervenire senza dover agire sugli arredi sottostanti.
La struttura in alluminio ad alta resistenza, per applicazioni professionali, si accompagna a una gamma di finiture e tessuti tecnici che permettono un’ampia personalizzazione, adattandosi a contesti differenti, dai dehors urbani ai resort.
È proprio sul tema della personalizzazione e del ruolo dell’ombrellone nel progetto che si inserisce la riflessione di Dan Rogoz, Responsabile Commerciale Italia: “Per molto tempo l’ombrellone è stato considerato un elemento da collocare nello spazio. Oggi entra a far parte del progetto e partecipa alla sua identità. La possibilità di personalizzazione, sia nelle forme sia nelle finiture, lo rende uno strumento capace di esprimere un linguaggio preciso: rafforza il brand, rende riconoscibile un luogo e contribuisce a definire l’esperienza. Nell’ospitalità, dove ogni dettaglio diventa comunicazione, questo aspetto assume un valore ancora più evidente”.
Una posizione che chiarisce anche l’approccio dell’azienda rispetto alla tecnologia integrata: “In molti stanno andando in quella direzione, ma al momento preferiamo non introdurre automazioni. È una scelta legata alla sicurezza: componenti come sensori o anemometri possono essere soggetti a guasti e influenzare il funzionamento degli elementi. È sufficiente un problema all’impianto elettrico per paralizzare completamente apertura e chiusura degli ombrelloni, e questo un ristoratore non può permetterselo”.
La nuova collezione Pagodair