Con le nuove collezioni firmate da Claudio Bellini Studio, Caracole compie un passo deciso verso un abitare più espressivo. Forme organiche e geometrie morbide si misurano con una palette che abbandona la neutralità per dialogare con il mondo della moda e della cultura visiva contemporanea
Caracole torna al Salone del Mobile con una presenza più ampia e una visione ancora più definita. Se il primo capitolo del brand americano nel contesto milanese aveva introdotto un’idea di lusso contemporaneo costruita su equilibrio, morbidezza e toni neutri, il 2026 segna un’evoluzione netta: il colore entra in scena non come semplice accento, ma come struttura narrativa dell’intera proposta. Marchio statunitense di arredamento di alta gamma, Caracole ha costruito la propria identità attorno a un’eleganza fluida, capace di coniugare comfort, raffinatezza e qualità manifatturiera.
La collezione 2026 spinge questo linguaggio verso una dimensione più audace e sensoriale: Rouge, Azure, Dusty Rose, Saffron, Pimenta, Apatite, una palette che si emancipa dalla neutralità e dialoga con codici più vicini alla moda e alla cultura visiva contemporanea, trasformando il colore in materia progettuale capace di costruire atmosfera, ritmo e profondità. In questa evoluzione si riflette la direzione creativa di Trish Hayes, che continua a orientare il brand verso un abitare in cui bellezza, comfort e intensità emotiva convivono in un equilibrio sofisticato.
In questo racconto, il contributo di Claudio Bellini Studio si conferma centrale. Dopo aver accompagnato il brand nel suo primo posizionamento europeo, lo studio firma una nuova stagione progettuale in cui forme morbide, geometrie calibrate e volumi accoglienti si misurano con una tavolozza più coraggiosa, dando vita a un sistema coerente di arredi che attraversa dining, living e zona notte. Lo spazio espositivo 2026 è pensato come un paesaggio cromatico immersivo, in cui architettura d’interni, materia e prodotto dialogano in una visione unitaria.
Tobie Round Dining Table e Tobie Console, disegnati da Claudio Bellini Studio, incarnano con precisione questo nuovo corso. Entrambi fondati su un vocabolario formale comune – volumi calibrati, sfalsamenti misurati, superfici che mettono in dialogo laccatura, vetro e dettagli metallici – danno vita a una presenza ad un tempo architettonica e fluida. La base, composta da elementi a L leggermente disassati, richiama la levigatezza delle pietre naturali in una grammatica contemporanea che coniuga rigore geometrico e leggerezza visiva. Nel tavolo, il piano laccato protetto da una superficie in vetro amplifica la profondità materica, restituendo al colore una luminosità intensa; nella console, lo stesso linguaggio si fa più sottile e verticale, trasformandosi in un elemento di raccordo tra architettura e décor.
Sasso Sectional Sofa interpreta con efficacia un orientamento più organico: volumi morbidi ispirati alla levigatezza dei ciottoli e curve controllate definiscono un divano dal linguaggio minimale. La struttura modulare permette ampia libertà compositiva, mentre le proporzioni generose e la seduta accogliente trasformano il comfort in parte integrante del progetto, rafforzato da una palette che bilancia neutri e accenti più espressivi.
Con Bold, Claudio Bellini Studio sviluppa un linguaggio più deciso e riconoscibile, costruito attraverso volumi pieni, forme arrotondate e una presenza visiva ben calibrata. Il letto interpreta questa visione con chiarezza: la sua identità nasce dall’equilibrio tra morbidezza formale e rigore proporzionale, con un richiamo al design iconico degli Anni 60 rielaborato con sensibilità contemporanea. La Bold Bench, pensata come naturale estensione, riprende lo stesso lessico formale e contribuisce a costruire un ambiente compiuto e armonico nella zona notte. Il sistema si completa con Bold Sofa e Bold Chair, che ne estendono il linguaggio al living in chiave coordinata.
A completare la proposta dining, Viola Oval Dining Table offre una lettura più scultorea: il piano a pillola definisce un perimetro continuo e armonico, mentre la base in noce – due curve organiche contrapposte lavorate a reeding – introduce una forte componente plastica. Il dettaglio metallico in tonalità bronzo aggiunge un accento luminoso, modulabile attraverso le varianti di piano in vetro trasparente o fumé bronzo.
A fare da contrappunto leggero all’interno della composizione, Demli Small Glass Cocktail Table – progettata da Cathy Chang – introduce la trasparenza del vetro come pausa ariosa, riducendo la massa visiva e restituendo respiro alla scena. A completare il quadro, Archie Dining Chair, firmata da Christopher Sandomenico per Caracole, porta in primo piano il tema del pattern e della texture attraverso il rivestimento: una nota tattile e grafica che costruisce un contrappunto dinamico rispetto alle superfici più compatte dei tavoli, bilanciando comfort, leggerezza visiva e carattere decorativo.