SURFACES
Tessere segni

Dalla bellezza misurata e consapevole che conferisce spessore narrativo, le tre nuove collezioni tessili Incisa, Signum e Fiora disegnate da Chiara Andreatti per l’Opificio si distinguono per il linguaggio colto, preciso ed essenziale


Restituite da uno shooting firmato da Francesca Ferrari e ambientato in azienda, le tre nuove collezioni tessili Incisa, Signum e Fiora disegnate da Chiara Andreatti per L’Opificio interpretano l’identità del brand attraverso uno sguardo colto e contemporaneo, preciso ed essenziale e al contempo profondamente espressivo.

Le linee di tessuti restituiscono un’idea di bellezza misurata e consapevole, acquistando spessore narrativo: il segno costruisce lo spazio, il colore ne scandisce il ritmo, la materia ne definisce il carattere. Qui il dettaglio non è mai decorazione fine a se stessa, ma parte di una grammatica espressiva coerente.

Incisa nasce da un’ispirazione naturale e rarefatta, sospesa tra effetto marmorizzato e superficie di corteccia: segni irregolari e leggermente inclinati si alternano in un equilibrio organico che genera profondità e un movimento visivo continuo.

Signum traduce un immaginario più grafico e archetipico, evocando una scrittura primordiale fatta di forme sdoppiate e lievemente disallineate, capaci di produrre vibrazione cromatica e tensione dinamica sulla superficie.

Fiora introduce una dimensione poetica grazie a pattern floreale dal tratto materico e sfumato, nato da un gesto a gesso grasso che conserva spontaneità e delicatezza. Le pennellate si fondono in sfumature adiacenti e costruiscono una luminosità diffusa.

Tutte e tre le collezioni sono realizzate con la tecnica del lampasso, a due o tre trame, con diverse combinazioni di fibre – in lino e viscosa, cotone e viscosa o ciniglia di cotone – declinate in una gamma articolata di varianti cromatiche.

Incisa, Signum e Fiora ampliano così le possibilità progettuali per interni domestici e contract, mantenendo un forte legame tra ricerca estetica e qualità manifatturiera