Affacciata sulla costa basca, la residenza firmata da Verne Arquitectura reinterpreta la tradizione della casa con patio attraverso un volume monolitico in pietra, essenziale e introspettivo. Scavato attorno a un grande impluvium centrale
A pochi metri dalle scogliere della costa biscaglina, nei pressi di Bilbao, Casa Oinarri emerge dal paesaggio come una presenza silenziosa e monolitica. La residenza, firmata da Verne Arquitectura, nasce da una riflessione precisa sul rapporto tra architettura e territorio: costruire un rifugio capace di proteggere dagli agenti atmosferici dell’Atlantico senza rinunciare al dialogo costante con la luce, il cielo e il paesaggio costiero.
Il nome stesso del progetto chiarisce questa intenzione. “Oinarri”, in basco, significa infatti “base” o “fondazione”, e la casa sembra realmente affondare le proprie radici nel terreno roccioso su cui sorge. Gli architetti concepiscono l’edificio come “un grande prisma di pietra scavato da un ampio patio interno”, una massa monolitica che richiama una formazione geologica.
L’abitazione riprende la tipologia della casa con patio mediterranea e islamica, reinterpretandola in chiave contemporanea attraverso la figura dell’impluvium romano. Uno spazio centrale pensato storicamente per raccogliere l’acqua piovana che qui diventa il cuore luminoso dell’abitazione. Attorno a questo vuoto, infatti, si organizzano tutti gli spazi.
Se verso l’esterno l’architettura mantiene un carattere compatto e quasi difensivo, all’interno il volume si apre completamente grazie a grandi superfici vetrate a tutta altezza che dissolvono il confine tra ambienti domestici e patio. Anche ingresso e soggiorno si fronteggiano attraverso il patio, creando una costante relazione tra pieni e vuoti, dentro e fuori.
Per l’involucro esterno, lo studio utilizza pietra calcarea Arival lavorata direttamente in cantiere con una finitura bocciardata realizzata artigianalmente. Questa texture irregolare assorbe la luce della costa invece di rifletterla, accentuando il carattere austero e monolitico del volume. L’assenza di cornici, gronde o elementi decorativi rafforza ulteriormente la purezza geometrica dell’architettura, facendo apparire la casa come un unico blocco scavato nella pietra.
A controbilanciare la forza minerale dell’involucro interviene il legno di iroko, utilizzato per infissi, schermature scorrevoli e rivestimenti interni. Il dialogo tra la tonalità calda del legno e quella più materica della pietra definisce un’atmosfera essenziale ma accogliente.
Anche gli interni seguono questa ricerca di minimalismo. Le pareti rivestite in iroko integrano porte e sistemi contenitivi, mentre i pavimenti in grandi lastre di pietra Arival si estendono senza interruzioni dagli ambienti interni fino al patio. Il tetto inclinato verso la corte centrale, rivestito in rame, rimane visibile da ogni punto della casa.
La distribuzione interna privilegia la relazione con il paesaggio. Il soggiorno si apre completamente verso il patio e il giardino attraverso ampie vetrate scorrevoli, mentre la zona pranzo occupa uno spazio sospeso tra due fronti trasparenti: da un lato il cortile interno, dall’altro il verde esterno. La cucina, caratterizzata da superfici metalliche opache e da una grande isola centrale, mantiene un linguaggio essenziale e funzionale.
Anche il disegno del paesaggio entra a far parte dell’architettura. La vegetazione accompagna i volumi costruiti definendo diverse aree: sul lato orientale il giardino assume un carattere più naturale e spontaneo, mentre a ovest trovano spazio orti rialzati in acciaio corten. Sul fronte sud, una pergola in legno prolunga gli spazi del soggiorno verso l’esterno, creando un’area ombreggiata che permette alla casa di espandersi nel paesaggio durante i mesi estivi.