Puhui Design interpreta una residenza a Shanghai come uno spazio di quiete e rigenerazione. Materiali, arredi e opere d’arte provenienti da epoche e culture diverse accompagnano i gesti della vita quotidiana
A Shanghai, una delle aree urbane a più alta densità abitativa del mondo, Puhui Design immagina una casa che procede in direzione opposta. Un’abitazione pensata come una sequenza di spazi dedicati alla lentezza, ai rituali quotidiani, al recupero di una dimensione intima all’interno di una metropoli caotica.
Situata nell’esclusivo complesso Cuihu Tiandi, la residenza prende forma attorno a un’idea di benessere che riguarda tanto lo spazio quanto lo stato d’animo di chi lo abita. Fin dall’ingresso, materiali naturali, tessuti morbidi, opere d’arte e oggetti accumulati nel tempo costruiscono un’atmosfera accogliente e misurata.
La luce naturale svolge un ruolo fondamentale. Attraversando le tende bianche a righe verticali, entra negli ambienti con delicatezza, e trasforma il landscape urbano in uno sfondo sfumato e quasi astratto. Nel soggiorno, un grande divano dalle tonalità chiare e superfici in legno invecchiato compongono un paesaggio domestico che trova il suo senso nella qualità delle piccole cose: il tempo trascorso in casa, il calore delle texture, la presenza di oggetti capaci di accompagnare la quotidianità.
A dare profondità agli interni contribuisce una raffinata stratificazione temporale. Un antico paravento giapponese dell’epoca Meiji dialoga con arredi mid-century, tappeti persiani, opere contemporanee e materiali naturali. Gli oggetti introducono nello spazio tracce di culture, geografie ed epoche differenti, generando un senso di continuità che rende gli ambienti immediatamente vissuti e familiari.
Anche gli spazi dedicati alla convivialità vengono interpretati come luoghi di benessere. Cucina e zona pranzo accolgono momenti di condivisione e vita quotidiana all’interno di un ambiente sereno, dove materiali, luce e dettagli contribuiscono a trasformare i gesti più semplici in piccoli rituali domestici.
Particolarmente significativa è la relazione tra sala da tè e studio, concepiti come un unico ambiente aperto. L’assenza di partizioni favorisce la continuità visiva, mentre arredi, materiali e illuminazione definiscono sfumature diverse all’interno dello stesso spazio. Qui prende forma l’idea di un salotto per collezionisti contemporanei, dove libri, opere d’arte, oggetti e momenti di contemplazione convivono in modo naturale. Un ambiente che richiama allo stesso tempo il calore del focolare occidentale e la dimensione meditativa della tradizione del tè orientale.
La zona notte conclude questo percorso con spazi raccolti e protetti, concepiti come luoghi dedicati al riposo e alla rigenerazione. Qui materiali e arredi accompagnano la sensazione di quiete che attraversa l’intera abitazione. Un’atmosfera costruita attraverso la luce, il tempo, gli oggetti e quei riti quotidiani che trasformano la casa in un rifugio personale nel cuore della città.