A Singapore, Type 0 Architects trasforma una ex caserma in un bagno termale contemporaneo. Geometrie avvolgenti e materiali tattili costruiscono un paesaggio interno dedicato al benessere
In un ex complesso militare immerso nel verde di Dempsey Hill, a Singapore, Type 0 Architects trasforma un edificio in un bagno termale contemporaneo. Con Nowhere Baths il progetto non si limita a introdurre nuove funzioni all’interno di una struttura esistente, ma costruisce una sequenza di spazi che accompagna il corpo attraverso differenti condizioni di luce, temperatura, umidità e percezione.
Varcata la soglia, l’architettura della caserma lascia spazio a una seconda architettura. Alcuni ambienti evocano cavità scavate nella materia, altri sembrano ricavati all’interno di membrane tese e modellate dalla pressione. Pareti curve, volumi ellittici e superfici continue avvolgono il corpo, trasformando il percorso in una sequenza di immersioni progressive.
L’esperienza è costruita attraverso una successione di variazioni percettive. Temperatura, umidità, luce e consistenza delle superfici cambiano da uno spazio all’altro, accompagnando il passaggio verso ambienti sempre più raccolti. Le forme scolpite da Type 0 Architects non imitano la natura, ma ne evocano alcuni processi: l’erosione dell’acqua, la sedimentazione, la formazione di cavità e superfici modellate dal tempo.
La foresta tropicale che circonda l’edificio rimane una presenza costante. La luce filtrata dalle chiome degli alberi entra negli ambienti, mentre vasche e affacci prolungano lo sguardo verso l’esterno. In alcuni punti il percorso si apre direttamente verso la foresta, lasciando che suoni, profumi e movimento della vegetazione entrino a far parte dell’esperienza.
Un ruolo altrettanto importante è affidato ai materiali. L’ingresso introduce superfici in microcemento vellutato accostate a pavimentazioni in pebble wash, che rendono percepibile il passaggio dall’esterno all’interno. Più avanti, intonaci dalla grana sabbiosa rivestono le forme curve e accentuano il carattere quasi ipogeo degli spazi. La materia appare compatta e tattile, generando una percezione che coinvolge il corpo prima ancora dello sguardo.
Negli spogliatoi il racconto cambia registro. Piastrelle in terracotta dai toni profondi, superfici in alluminio ondulato e dettagli in legno di recupero introducono una maggiore intensità cromatica e materica. La scelta richiama la storia del luogo attraverso riferimenti discreti alle coperture in laterizio e alle strutture metalliche dell’antico complesso militare, senza mai scivolare nella citazione letterale.
Oltre questa soglia, il linguaggio torna essenziale. Microcemento, intonaci e luce indiretta costruiscono ambienti in cui vapore, ombre e riflessi dell’acqua diventano protagonisti. È qui che emerge con maggiore chiarezza l’identità del progetto: un paesaggio interno che trasforma il rituale del bagno in un’esperienza di progressiva immersione nello spazio e nella natura.