A Shanghai, Onoaa Studio firma uno showroom di 500 metri quadrati che intreccia precisione ottica e sensibilità artistica. Tra cemento bianco, lana blu profondo e un muro di obiettivi lungo dieci metri, restituendo l’anima artigianale del marchio giapponese Sigma
Nel cuore di Shanghai, Onoaa Studio trasforma 500 metri quadrati in un ambiente che racconta l’eredità giapponese di Sigma, azienda giapponese specializzata nella produzione di fotocamere e obiettivi. Qui reception, prodotti e spazio espositivo convivono in un equilibrio silenzioso. Il progetto nasce dalla convinzione, radicata nella storia del marchio, che precisione ottica e sensibilità artistica non possano essere separate. Un principio che Onoaa Studio traduce in tre capitoli spaziali. Le vie dell’essere, Le vie del saper fare e Le vie del vedere, capaci di guidare il visitatore attraverso la cultura, l’artigianalità e la visione artistica del brand.
A ispirare il percorso è una frase del founder di Sigma, Michihiro Yamaki, che paragona la produzione di fotocamere e obiettivi nello stabilimento di Aizu al fluire di un fiume: continua, precisa, strettamente connessa. Da questa immagine Onoaa Studio fa discendere uno spazio puro come l’acqua, raccolto accanto a un giardino silenzioso eppure prossimo al fermento della città. La filosofia di Sigma, “Oltre la tecnologia, c’è l’arte”, diventa così il filo conduttore di ogni scelta compositiva.
La reception apre il racconto con un senso immediato di intimità. Onoaa Studio abbassa l’altezza originaria del soffitto per creare una condizione simile a quella di un foyer, che invita a un arrivo lento e contemplativo. La tavolozza dei materiali resta volutamente sobria. Pareti in cemento bianco, pavimento in mattoni artigianali dalle tonalità grigio-beige, lana blu profondo sul banco reception, nicchie calde in tonalità bruna incastonate nella muratura.
All’interno della reception si apre la sala di riparazione dei prodotti, visibile ai visitatori attraverso pareti vetrate. Concepita come uno spazio di lavoro compatto ed estremamente efficiente, la stanza riflette il modello produttivo verticalmente integrato di Sigma. Tre pareti di cassetti di precisione custodiscono i componenti ottici più minuti, ciascuno catalogato secondo il flusso di lavoro dei tecnici. L’illuminazione a soffitto integrata restituisce all’ambiente una chiarezza quasi da laboratorio. Due postazioni di lavoro si fronteggiano attraverso pannelli in legno modulabili e ampie vetrate.
Nell’area dedicata all’esposizione dei prodotti, invece, fotocamere e obiettivi non sono solo semplici strumenti ma oggetti di devozione. Un grande tappeto in lana bruna ancora lo spazio. La sua struttura densa, fresata fino a ottenere una superficie morbida simile al feltro, introduce calore e tattilità in un ambiente altrimenti rigoroso. La palette cromatica si allontana dai toni monocromatici che ci si potrebbe aspettare, testimoniando l’apertura del marchio alla sperimentazione.
Una parete espositiva lunga dieci metri e alta tre si eleva componendo il gesto più scenografico del progetto. Pannelli metallici triangolari e oltre cento supporti realizzati su misura accolgono le collezioni Contemporary, Art, Sports e Cine. Per raggiungere questa precisione, Onoaa Studio ha studiato i meccanismi di montaggio e le specifiche tecniche di ogni linea di prodotto, sviluppando un sistema a colonne triangolari e stampi su misura per alcuni supporti.
Al centro della sala, un tavolo circolare in pietra calcarea richiama nella geometria la forma di un obiettivo fotografico. La sua base, un unico blocco di pietra segnato da tracce fossili ed erosioni del tempo, porta con sé un senso geologico della durata che dialoga sottilmente con la capacità della fotografia di immortalare l’istante.
Accanto, si sviluppa l’area dedicata alle serie dp e fp di Sigma, che rappresentano la ricerca del marchio verso sistemi ottici completi, capaci di unire sensori proprietari e obiettivi ad alte prestazioni. Nella sala espositiva, le pareti sono rivestite con pannelli acustici Kvadrat, che uniscono forma, funzione e prestazione acustica in superfici ampie e continue, capaci di restituire un’atmosfera di quiete quasi assoluta.
L’area gallery accoglie mostre, eventi e programmazione culturale, evidenziando l’impegno di Sigma nel campo artistico. Sollevata di 15 centimetri rispetto al piano circostante, la zona adotta un impianto di ispirazione giapponese. Gli interventi restano minimi, lasciando che siano le opere a guidare lo sguardo, in un vuoto intenzionale che ricorda quello dei dipinti a inchiostro e che invita alla riflessione.
Da qui lo spazio si apre visivamente verso il Fern Garden, nel distretto di Upper Sheshan a Shanghai. Sulla facciata nord, un sistema di schermatura esterna bilancia privacy e luce naturale durante le esposizioni, adattandosi ai cambiamenti stagionali e orari della luce solare e migliorando al contempo l’efficienza costruttiva.
Lungo il percorso, la misura nei materiali, la precisione del dettaglio e una sequenza spaziale attentamente calibrata restituiscono l’etica produttiva di Sigma. La tecnologia è presente ma mai dominante, sempre al servizio della percezione, dell’artigianato e dell’intento artistico.