CASE
Weston Contemporary

La designer Sashya Thind trasforma gli interni di una residenza nel Massachusetts in una galleria d’arte domestica. Dove opere provenienti da diverse culture incontrano arredi modernisti, legni caldi e tessuti naturali

A Weston, nel Massachusetts, una residenza contemporanea di 548 metri quadrati trova il proprio equilibrio tra ampiezza architettonica e intimità domestica. Progettati da Sashya Thind per una giovane coppia, gli interni assecondano l’impianto aperto della casa invece di frammentarlo, costruendo gli spazi attraverso arredi, tessuti, luce e opere d’arte.

Weston Contemporary si sviluppa attorno a un layout fluido, dove gli ambienti si susseguono senza rigide separazioni. Le grandi finestre portano il paesaggio all’interno e la luce naturale accompagna il percorso attraverso sei camere da letto e otto bagni.

Sashya Thind definisce gli spazi con soluzioni misurate. Tappeti, gruppi di sedute, illuminazione, tende e opere d’arte introducono punti di sosta e di relazione, suggerendo naturalmente dove conversare, leggere o semplicemente sostare. “Volevo creare momenti attraverso la casa focalizzati sull’attività che si svolge nello spazio, sul flusso, senza creare ambienti a tema”, racconta la designer.

Anche le pareti partecipano a questa ricerca di continuità. Lo studio le mantiene neutre e prive di colore, trasformandole in uno sfondo discreto per la collezione d’arte dei proprietari. Le opere trovano spazio con un approccio quasi curatoriale, scandendo il ritmo degli ambienti.

L’atmosfera, tuttavia, evita qualsiasi formalità. “Anche se l’arte è sofisticata e collocata come in una galleria, i pezzi sono circondati da altri elementi presenti nella stanza che contribuiscono a creare un’atmosfera accessibile”, spiega la designer. Divani imbottiti, tessuti stratificati e superfici in legno riportano così le opere nella dimensione della vita quotidiana.

La matericità riveste un ruolo centrale. Cotone, lino, lana, seta, pelle e legno ricorrono negli arredi e nelle finiture, aggiungendo calore e profondità tattile a un’architettura contemporanea fatta di grandi superfici vetrate e linee essenziali. “Crediamo fortemente nel potere dell’utilizzo di materiali naturali, che sono sostenibili e promuovono una vita sana”, afferma Thind.

Ne emerge un minimalismo caldo, dove la semplicità delle forme lascia spazio alla ricchezza dei materiali e della luce. Tende, tappeti e superfici tessili attenuano la scala degli ambienti e rendono più morbido il rapporto con le ampie aperture verso il paesaggio.

La stessa attenzione guida la selezione degli arredi. Lo studio costruisce una collezione che riunisce pezzi provenienti da Brasile, Stati Uniti, Giappone, Italia, India, Scozia e Scandinavia. Pur appartenendo a culture progettuali differenti, tutti condividono una sensibilità modernista fondata sulla qualità della manifattura.

Il dialogo tra queste influenze restituisce un ambiente internazionale ma coerente, nel quale ogni oggetto conserva la propria identità. Per Thind progettare significa anche creare “un senso di calma nel costruire spazi accoglienti”. Un tappeto, una tenda, la luce che attraversa una stanza o la distanza tra un’opera e un arredo diventano strumenti per rendere più articolata la percezione dello spazio. Sono dettagli che, nelle parole della designer, “rivelano il miglior design, invitandoci a prenderci una pausa dalle nostre vite quotidiane e creando un’esperienza sensoriale rilassante”.