Un’idea originale, nata quasi per caso. Nel 1976 Pedrizzetti e Mercatali trasformavano il rubinetto in un archetipo colorato, ludico e pop
Cinquant’anni fa i giovani architetti Paolo Pedrizzetti e Davide Mercatali idearono rubinetti inusuali, il cui nome racchiudeva un archetipo pop. Celebrando gioco, colore e fantasia, la serie I Balocchi disegnata per Fantini introduceva infatti una nuova creatività nell’ambiente bagno.
Pedrizzetti e Mercatali erano alla loro prima esperienza in questo settore: realizzarono uno schizzo spontaneo e diverso da tutto ciò che, fino ad allora, aveva definito il disegno di un rubinetto. “Il progetto dei Balocchi nacque da un incontro casuale: quello tra due designer intelligenti, attenti a ciò che stava succedendo nel mondo, con la nostra azienda, dotata di un forte know-how e di un’estetica all’avanguardia” spiega Daniela Fantini, ceo dell’azienda.
Nel 1976, l’animo ludico de I Balocchi si era sviluppato immaginando i personaggi Disney, come Pippo o Topolino, davanti a un monocomando. Un’intuizione semplice, abbinata a un nome da fumetto e a una palette di colori decisi che divennero l’alfabeto per quei rubinetti giocattolo presentati a Milano con un allestimento di Mercatali e Pedrizzetti dal titolo “Il Paese dei Balocchi”, in omaggio a Collodi e al suo Pinocchio.
Un’immagine che non ha mai smesso di evolversi e che oggi si arricchisce di nuovi colori in dialogo con le tendenze più attuali. Portando avanti quello sguardo visionario che mezzo secolo fa posizionò I Balocchi tra i prodotti più originali e innovativi, entrati a pieno titolo nella storia del design italiano.
Questo articolo è estratto da Around Water 12. Sfoglia il magazine