DESIGN
Graffetta e Masami

Per Lema, Carlo Colombo interpreta il comfort attraverso due visioni del segno. Se la seduta Graffetta reinterpretata la quotidianità in chiave architettonica, Masami si presenta come un volume accogliente che richiama il gesto dell’abbraccio

Ci sono idee che appartengono alla quotidianità più semplice e che, proprio per questo, diventano senza tempo. È da questa capacità di osservare il mondo con uno sguardo concreto e al contempo nuovo che nasce il progetto di Lema: trasformare un’intuizione, un gesto, una forma essenziale in un oggetto destinato a durare.

Con Graffetta e Masami, entrambe firmate da Carlo Colombo, questa filosofia prende forma in due poltrone accomunate dalla stessa ricerca progettuale. Due linguaggi differenti ma complementari. Due sedute diverse per carattere ed espressione, accomunate dalla volontà di trasformare il comfort in un’esperienza che nasce dalla purezza del segno e dall’attenzione alle proporzioni.

Con Graffetta, Carlo Colombo trasforma la silhouette essenziale della graffetta in una struttura tubolare in acciaio che diventa il tratto distintivo della poltrona. Un segno continuo, leggero e deciso allo stesso tempo, che disegna un perimetro fluido capace di accogliere e proteggere la seduta.

I volumi generosi delle cuscinature dialogano con la linearità del metallo in un equilibrio di pieni e vuoti, fermezza e morbidezza. La struttura non è soltanto un elemento costruttivo, ma il principio stesso del progetto: un gesto che prende forma nello spazio e definisce un piccolo elemento architettonico domestico.

Masami nasce invece dall’incontro tra rigore progettuale e comfort, traducendo il concetto di accoglienza in una forma pura e misurata.

La poltrona si sviluppa attraverso due pannelli laterali che si aprono con naturalezza, avvolgendo la seduta in un gesto continuo che ricorda quello di un abbraccio. Il volume appare compatto e monolitico, ma alleggerito da profili sottili e linee essenziali.