Pur attraverso tecniche e linguaggi differenti, Ubik e Reverso condividono una ricerca che mette al centro la qualità visiva e tattile del tappeto. Inteso non come semplice elemento di completamento, ma come presenza capace di delineare gli spazi interni
Superfici tessili capaci di definire e trasformare lo spazio. Warli amplia la proposta 2026 di tappeti per spazi interni con Ubik e Reverso disegnati da Paolo Zani. In entrambi, la regolarità della forma lascia spazio a profili inattesi, variazioni cromatiche e differenti consistenze, dando vita a tele dinamiche che cambiano nella percezione a seconda della luce e del punto di osservazione.
In questi due modelli, materia, colore e lavorazione artigianale diventano strumenti progettuali attraverso cui indagare inedite possibilità espressive.
Ubik, dal latino ubique che significa “ovunque”, è un tappeto per interni tuftato a mano caratterizzato da un bordo irregolare. La sua particolarità risiede nell’uso combinato di tecniche di tuftatura miste e differenti tipologie di filato.
Questa scelta consente di creare trame dinamiche e di movimento all’interno del tappeto investigando come uno stesso colore – il verde in questo caso – si comporti a seconda del tipo di filato utilizzato e come le diverse tipologie di tuftatura manuale rispondano a queste variazioni.
Ne deriva un gioco di effetti cangianti e finiture che dà vita a pattern e forme interne allo stesso tappeto.
Reverso nasce invece da un processo artigianale handloom in cui l’intreccio manuale dei fili di ordito consente di ottenere lavorazioni elaborate e sofisticate.
All’interno di uno spazio domestico, Reverso ridefinisce invece i confini dello spazio. La superficie del tappeto si sviluppa in una trama di variazioni melange tono su tono che evocano profondità e movimento.
Il bordo irregolare dei 2 lati con frange si configura in una composizione grafica decorativa, quasi architettonica, che ne definisce i contorni.
Ubik
Reverso