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Materia, festival per talenti

A Catanzaro – dall’1 al 4 ottobre – la rassegna del design mediterraneo festeggia dieci anni riportando in scena i progettisti delle edizioni passate

Scoprire chi disegnerà il futuro e capire come renderlo abitabile, cominciando da una questione cruciale come trovare riparo dal riscaldamento globale grazie all’architettura. La decima edizione di Materia, il Festival del design contemporaneo del Mediterraneo in programma dal 1° al 4 ottobre al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, tiene insieme due questioni che raccontano il ruolo che il progetto può avere oggi: far emergere una nuova generazione di designer e misurarsi con un clima che sta già cambiando città, spazi pubblici, abitudini.

Ma un festival serve anche a coltivare una missione precisa: negli anni Materia ha lavorato per mettere in luce talenti in una terra, la Calabria, che non è tra le prime a venire in mente quando si parla di design. Edizione dopo edizione, da Catanzaro è passata una generazione di progettisti selezionati attraverso le call dedicate al Mediterraneo e messi in relazione con imprese, artigiani e territorio. Il decennale permette di ritrovarne alcuni: Tip Studio, Eleonora Todde, 400 Gon, Stella Orlandino, Sapiens Design, Gabriele Paravati, Foro Studio, Chendù. Un archivio vivo di dieci anni di ricerca che misura il lavoro del festival attraverso i percorsi delle persone prima ancora che attraverso gli oggetti.

Agorà, la parola scelta come tema di Materia 10, porta con sé un’altra questione decisiva: come continueremo ad abitare la casa e le città?  A questa nuova geografia del riparo Materia dedica Ombra mediterranea. Il ristoro come infrastruttura urbana, il talk tra Vincenzo Caruso, ceo di Fabbridea, atelier del metallo, Riccardo Maria Pulselli e Paolo Foschi dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’architetta Silvia Aloisio e il giornalista e curatore Paolo Casicci. Nel programma entra anche lo sguardo dell’architettura con Antonio Iraci, tra gli ospiti degli aperi-talk insieme ad Antonio Aricò, Martinelli Venezia e Massimo Sirelli.