Una mostra all’interno del Padiglione Nouveau Esprit di Bologna indaga le dimensioni meno evidenti che plasmano l’architettura
Rimane solo una settimana – termina il 15 ottobre – per visitare Hidden Forces, il progetto di ricerca che trasforma il Padiglione Esprit Nouveau di Bologna in uno spazio di riflessione sulle dimensioni meno evidenti che plasmano l’architettura. Attraverso una mostra e un programma di incontri pubblici, l’iniziativa invita a guardare oltre l’opera costruita per indagare l’insieme di relazioni, vincoli e processi che ne determinano la realizzazione.
Ogni progetto architettonico nasce infatti dall’interazione di fattori economici, politici, ambientali, normativi, culturali e sociali che ne influenzano possibilità, limiti e trasformazioni. Ideato e curato da Atelier Atollo e Politi Perugini, Hidden Forces porta questi elementi al centro del dibattito, proponendo una lettura dell’architettura come risultato di una complessa rete di forze spesso invisibili.
Il percorso espositivo mette in dialogo la serie Relics di Federico Perugini con quattro colonne d’autore che fungono da dispositivi interpretativi dei temi affrontati dalla mostra. Le opere della serie prendono origine da un disegno inedito di Le Corbusier, nel quale l’architetto rappresentava in scala reale la sezione nascosta dei pilastri di una sua villa. Perugini sviluppa questa intuizione sostituendo la rappresentazione pittorica con i materiali stessi della costruzione, cemento e acciaio, per rendere visibile una porzione infinitesimale della struttura di sei edifici emblematici firmati da Le Corbusier, Mies van der Rohe, Letrosne, Shinohara, Nishizawa e Koolhaas.
Più che riprodurre una forma, le Relics rivelano le tensioni interne che attraversano ancora oggi questi edifici, offrendo una lettura inedita della storia del telaio in cemento armato. Disposte a coppie, le opere instaurano relazioni tra epoche, autori e contesti differenti, facendo emergere analogie e contrasti sintetizzati nei quattro temi che strutturano la mostra: Tools, Relationships, Regulations e Intentions.
A rendere tangibili questi concetti contribuiscono quattro colonne d’autore, ognuna delle quali interpreta il proprio tema secondo una prospettiva specifica: una colonna rappresentata da Archizoom Associati, una colonna-commissione di Duccio Maria Gambi, una colonna di cantiere di architecten jan de vylder inge vinck A JDVIV / A DVVT e una colonna concepita come punto di vista sulla realtà a partire dalla riflessione di Le Corbusier. Elementi apparentemente semplici assumono così il ruolo di strumenti critici capaci di evidenziare le condizioni che influenzano il progetto contemporaneo.