Non si limita alla dimensione professionale l’amore di Emmanuel de Bayser per
il design. Il creatore di The Corner Berlin fa della sua casa uno straordinario
omaggio all’estetica mid–century
A volte vita e lavoro diventano una cosa sola, soprattutto quando il lavoro è una passione. Perciò non sorprende che Emmanuel de Bayser, proprietario di The Corner Berlin, viva in un appartamento proprio sopra il suo frequentatissimo shop. Solo che de Bayser non è un semplice collezionista. E The Corner Berlin non è un negozio qualunque, ma una delle mete privilegiate per chi è alla ricerca di oggetti di design originali e fuori dall’ordinario.
Situato nel vivace quartiere Mitte, nella vecchia parte orientale della città, questo piccolo tempio della creatività è stato ideato dodici anni fa da Emmanuel de Bayser e Josef Voelk per essere uno spazio dedicato al miglior design internazionale, dalla moda agli interni, dai libri ai complementi. Un lavoro ma anche una passione per Emmanuel, che quattro anni fa ha acquistato un appartamento nello stesso edificio in cui si trova lo store, un palazzo costruito nei primi decenni del XX secolo, sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale e alle grandi trasformazioni della Berlino Est comunista.
Solenne e imponente come tanta architettura del periodo, l’edificio ha conservato molti dei suoi tratti originali fra cui uno scenografico corpo scale e un ascensore d’epoca, impreziosito da decorazioni in ferro battuto che ingentiliscono il rigore delle linee neoclassiche. Varcata la soglia della casa ritroviamo lo stesso giocoso equilibrio fra rigore architettonico ed elementi decorativi. Nel corridoio d’ingresso ci accolgono le linee sinuose del tavolo in marmo Eros creato da Angelo Mangiarotti e da qui si accede allo studio, dove il padrone di casa custodisce in una libreria da lui stesso disegnata una straordinaria collezione di monografie d’arte, fotografia, design e cinema. Un ambiente intimo e luminoso, ideale per immergersi nella lettura circondati da pezzi unici firmati da icone del modernismo francese come Jean Prouvé e Charlotte Perriand e da designer danesi come Philip Arctander e Axel Einar Hjorth.
La stessa atmosfera la si ritrova nel soggiorno che ha come protagonista un affascinante esempio di art furniture: una coppia di sculture in bronzo e pietra frutto dell’inconfondibile estro creativo di Francois-Xavier Lalanne. Accanto, i raffinati disegni di Jean Royère, Paul Frankl e Charlotte Perriand, valorizzati da una delicata illuminazione indiretta, mentre al lato opposto un tavolo da pranzo disegnato da Pierre Chapo richiama nuovamente il linguaggio modernista insieme alle sedute di Jean Prouvé, raccolte in uno spazio intimo illuminato da una lampada Mouille. Le finestre a tutta altezza sul lato opposto della libreria ne fanno allo stesso tempo uno spazio leggero e aperto, che rende onore ai tanti pezzi di design e arte del XX secolo.
Una passione, quella di Emmanuel per il design mid-century, che non nasce dal caso ma, per usare le sue parole, “dalla sua estetica senza tempo, che dialoga perfettamente con gli stili architettonici che l’hanno preceduto e a cui dona vivacità e carattere”. Parlando di architettura, i 160 metri quadrati dell’appartamento sono stati ristrutturati con cura senza però modificarne il layout e conservando gran parte delle finiture originali.
In camera, una nuova boiserie si integra con naturalezza negli interni originali donando allo spazio un tocco di calore insieme a un’audace combinazione di tinte e oggetti, fra i quali spiccano una poltrona verde brillante di Pierre Jeanneret, una lampada disegnata da Gino Sarfatti nel 1950 nei colori blu, giallo e rosso, un’opera dell’artista statunitense Corita Kent e un originale tavolino dello stilista Rick Owens. Dopo il tripudio di colori della camera arrivano le atmosfere fresche e rilassanti del bagno – restaurato conservando molto dell’impronta modernista – cui de Bayser ha aggiunto una doppia toilette da lui disegnata ispirandosi al design funzionale degli Anni 50 e alla pulizia delle forme Anni 30 dell’edificio. Portarsi “il lavoro a casa”, insomma, ha i suoi vantaggi.