Lo studio B-Arch trasforma una cascina in Toscana in due abitazioni distinte, unite dal giardino con piscina. Un progetto che conserva il fascino storico dell’edificio e per gli interni intreccia ispirazioni diverse nel segno di un sostanziale minimalismo
A Travalle, borgo toscano immerso tra colline e frutteti, il tempo sembra essersi fermato. È in questo contesto bucolico, ma non lontano da Firenze, che Claudia ed Elisa, due sorelle legate dall’amore per la moda, il cibo e l’arte, hanno comprato Podere Bussolaio, grande casale quattrocentesco costruito dalla famiglia Strozzi. Al momento dell’acquisto l’edificio era malandato, con molte parti in rovina: si trattava di ristrutturarlo per ricavarne due abitazioni indipendenti, una per ogni proprietaria e relativa famiglia.
A realizzare l’ambizioso progetto è stato chiamato lo studio B-Arch, che lo ha portato a termine seguendo alcuni principi basilari: mantenere la conformazione originale della tenuta e conservarne il carattere storico; ricercare una certa fluidità nella suddivisione degli spazi; riqualificare gli interni secondo criteri di funzionalità e con un gusto moderno, intrecciando ispirazioni diverse nel segno di un sostanziale minimalismo, senza rinunciare a qualche tocco eccentrico.
Il risultato sono due residenze con distinte personalità, in bilico tra tradizione e contemporaneità, legate esteticamente dalla pavimentazione in pietra alberese dell’aia. E rigorosamente concepite secondo criteri ecologici: le travi a vista dei soffitti sono quelle originali, le pietre sono state recuperate, gli intonaci sono a base di sughero e argilla, i pavimenti non sono in resina, ma in microcementi naturali e per le finiture si è ricorso solo a calce a base di minerali naturali.
Nella prima casa, quella dove Claudia Cennamo, imprenditrice di moda, vive con il marito e la figlia, l’impronta fashion si percepisce, basti dire che varcata la soglia si è accolti da una libreria su misura dove sono esposti accessori e borse da collezione.
Altro tratto distintivo è l’apertura degli spazi: se le vetrate affacciate sugli ulivi fanno sì che interno ed esterno si compenetrino, per raggiungere il soggiorno si passa da una cucina centrale pensata e vissuta come un salotto dove ricevere gli amici per un bicchiere di vino o mangiare seduti davanti al camino in un ambiente casual-chic. Da notare che la zona giorno un tempo era un fienile: alcuni elementi strutturali sono ancora riconoscibili e contribuiscono a rendere l’atmosfera speciale, laddove, parlando di arredi, spiccano il tavolo rotondo in ottone e vetro disegnato ad hoc, un appendiabiti in ottone degli Anni 70 e un comodo divano in pelle.
Allargando lo sguardo, catturano l’attenzione anche pezzi di design disseminati qua e là, vedi le poltrone in velluto Platner di Knoll, e lampade e lampadari di epoche passate e dall’aspetto appariscente. Quanto alla seconda casa, quella di Elisa, Diego e dei loro due figli, occupa la parte del casale con una piccola torre, sviluppandosi su tre piani con scale originali in graniglia e muri in pietra a vista. Marito e moglie sono appassionati di gastronomia, per questo l’abitazione dispone di una spaziosa cucina a isola organizzata in modo che tutto ruoti attorno a questa stanza.
Gli arredi sono un mix di elementi contemporanei lineari, oggetti vintage, pezzi di design: dal lampadario Modo di Roll & Hill alla poltrona in pelle con poggiapiedi, dal tappeto marocchino in lana intrecciata alla libreria metallica sospesa che ricorda una gabbia per uccelli dal fascino esotico. E al livello superiore c’è la camera dei bambini, caratterizzata da una palette cromatica allegra e da un tappeto luminoso che crea un’ambientazione da “Alice nel Paese delle Meraviglie”.