A Berlino, l’appartamento dell’architetto Martin Holzapfel trasuda creatività. Tra dettagli
Art Nouveau, tesori vintage e mobili su misura, il protagonista è il colore
Il colore può dare ritmo, trasmettere uno stato d’animo, infondere vitalità a uno spazio. Martin Holzapfel, architetto, interior designer e autore di arredi che tentano un dialogo tra design, scultura e pittura, ha incentrato su questa convinzione tutto il suo percorso creativo, per poi trasferire lo stesso approccio nel suo appartamento berlinese a Gesundbrunnen, quartiere multietnico non privo di atelier e centri culturali e con molte aree verdi. È qui che il progettista tedesco vive con il compagno, l’artista Jürgen Eisenacher, in una casa all’interno di un edificio Art Nouveau del 1904, riconoscibile per le decorazioni azzurre sulla facciata.
Una casa che è un trionfo di colori: intensi, delicati, contrastanti, efficaci nel forgiare spazi domestici separati, quasi sfere comunicanti, ma diverse per atmosfera e funzioni. “Abbiamo una zona illuminata dal sole a sud, dove si trovano il mio studio e un primo salotto, e un’altra zona più buia con il nostro salotto serale e la camera da letto”, spiega Holzapfel, trasferitosi a Berlino nel 2002, dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. “Nella prima area abbiamo usato toni chiari, per la seconda abbiamo scelto nuance piuttosto scure di grigio e verde”.
Al momento dell’acquisto gli interni erano in pessime condizioni, sono stati necessari importanti lavori di restauro. Solo in un secondo momento si sono studiate le due palette cromatiche che oggi creano una divisione netta degli ambienti, da un lato valorizzandone gli elementi architettonici originali, dagli stucchi alle finestre, dall’altro generando molteplici prospettive e un senso di profondità e stratificazione. Lo step successivo è stato quello di arricchire l’insieme – interessante mix di design contemporaneo, vintage e arte – con gli arredi ideati dal padrone di casa e i quadri del suo partner e convivente.
Niente autocelebrazioni, però: ai due premeva che la presenza delle loro opere risultasse il più naturale possibile, non pretenziosa. “Il nostro lavoro è la nostra più grande passione, ma non mi piaceva l’idea di un incastro troppo perfetto, volevo che l’allestimento apparisse un po’ improvvisato”, afferma Holzapfel, che rifuggendo l’asetticità di certi spazi simili a gallerie d’arte e abbracciando uno spirito ludico ha distribuito alcuni dei suoi colorati mobili nelle varie stanze, non senza abbinarli a tappeti tessuti a mano in Turkmenistan e Marocco.
“Lungi dal limitarsi a rispondere a necessità pratiche, il design dovrebbe irradiare una qualità emotiva. Vale anche per le mie creazioni, che ho qui inteso come presenze amichevoli e spiritose nella vita di tutti i giorni”. Ecco, allora, nella zona giorno, i tavolini in faggio con gambe multicolore Rally W, e in cucina, dove una parete a specchi dilata lo spazio percepito, il tavolo da pranzo Crossing, con una croce a più tinte disegnata sul piano e ripresa nella struttura. Restando sulla collezione firmata Holzapfel, i pezzi forti del salottino notturno con soffitto rosa antico sfumato sono la scrivania con mensola incorporata Bureau e lo scultoreo mobiletto da cocktail Bar Fontaine, che con i suoi motivi rosa-grigio-marrone si affianca alle sedie arancioni Wilkhahn Anni 70 e a uno sgabello Bauhaus.
Mentre nella camera da letto il vero protagonista è lo sfondo composto da muri verdi e parquet dipinto in una nuance blu cielo uguale a quella della porta. “Quanto agli altri mobili, si tratta perlopiù di tesori vintage scovati in qualche mercatino delle pulci o ricordi di viaggio”, confida Martin, che sul fronte illuminazione ha puntato su soluzioni minimaliste come la lampada Ok di Konstantin Grcic per Flos. Il suo angolo preferito? Il giardino d’inverno con vista sull’esterno: un angolo romantico, ottimo per i momenti di relax, arredato con pezzi d’epoca e con una carta da parati Liberty.