i29 Architects firma uno spazio abitativo fluido, fatto di volumi intrecciati e atmosfere sfaccettate e mutevoli. Che riflettono quelle del parco naturale in cui è incastonato
Una grande area verde, più di quaranta lotti immersi in un habitat boschivo, uno spazio abitativo che muta continuamente pelle pur mantenendo una precisa identità. Così lo studio i29 Architects recupera una ex area militare riconvertendola in Open Park Villa, un ambito residenziale che preserva l’originale rete di percorsi interni trasformandola in un tessuto, dove trama e ordito – rappresentati da natura e costruito – si intrecciano armoniosamente.
L’interazione fra queste due dimensioni è il tema di un intervento che gioca con la mutevole diversità dello spazio naturale, i suoi dislivelli e assi prospettici facendone la cornice e insieme l’elemento integrante di uno spazio abitativo concepito per proporre esperienze di soggiorno altrettanto sfaccettate.
Lontano dalla rigidità distributiva dei più tradizionali impianti residenziali, la villa si articola in un layout dinamico composto da più volumi giustapposti e interconnessi sviluppati intorno a un patio centrale, elemento di raccordo e baricentro cui sono al contempo affidate funzioni fondamentali come la ventilazione e illuminazione degli interni.
Oltre a imprimere coesione e ordine spaziale agli ambienti, questa particolare impostazione muta continuamente la percezione della casa durante il corso della giornata, modificando la distribuzione della luce grazie al diverso orientamento dei volumi e alle differenti esposizioni e prospettive che ne derivano.
All’esterno, la villa appare come una composizione tridimensionale di cinque corpi di differenti dimensioni, che danno vita a un organismo architettonico dove dinamismo geometrico ed essenzialità minimalista dell’involucro ligneo creano un contrasto originale e coerente. Il gioco fra opposti si moltiplica ed esalta nella dissonanza tra il rigore formale dell’edificio e la fiorente vegetazione, in grado di penetrare gli spazi abitativi integrandosi nei vuoti e nelle aperture dell’involucro.
L’alternanza spaziale e l’eterogeneità dei volumi prosegue negli interni, dove le diverse altezze dei soffitti e l’utilizzo di differenti materiali tracciano con discrezione – ma anche senza equivoci – la distribuzione funzionale. La zona giorno appare quasi incastonata nel paesaggio grazie all’impiego di finiture e rivestimenti dai toni chiari che sembrano accompagnare la luce naturale all’interno e alle molteplici aperture create per offrire diverse visuali sugli spazi outdoor. Mentre il linguaggio cromatico e materico si fa discreto nelle aree più intime della zona notte.
Arredi su misura e finiture pregiate apportano un importante contributo alla qualità degli interni, in cui spiccano legno di rovere e pietra naturale in contrasto con il linguaggio minimalista dei pavimenti in cemento lucidato, che generano percorsi verso gli spazi outdoor che contrappuntano gli esterni.