ARCHITETTURA
Nel landscape messicano

Nello scabro paesaggio messicano, Fino Lozano e Moro Taller de Arquitectura firmano Casa Nandi. Un’architettura che si mimetizza con una terra dalla nudità primordiale

Se interpretato con la giusta sensibilità, è il territorio a dettare il progetto. Soprattutto se ci si trova nello scabro e assolato landscape messicano, dove Fino Lozano e Moro Taller de Arquitectura – sperimentando con forme e materiali – firmano Casa Nandi, una residenza a due piani che si mimetizza con il paesaggio e la sua nudità primordiale.

Utilizzando tecniche di biocostruzione e sfruttando le particolari condizioni climatiche, i due atelier hanno dato vita a spazi aperti ma protetti, dove l’ecosistema locale diventa elemento di progetto.

Un’architettura di grande semplicità, in cui una maglia strutturale in legno di pino si accoppia a tamponamenti in terra cruda a costituire un involucro essenziale, materico ed espressivo. Un volume che si fonde con il segno moderno del cemento per creare geometrie elementari, come quelle degli archi che marcano la transizione fra gli ambienti.

In contrasto con le tonalità terrose dell’involucro, negli interni dominano le nuance dei pavimenti in pietra nera, il ferro battuto delle chiusure e le finiture metalliche degli arredi, elementi che generano una palette monocromatica di forte espressività.

Ampie aperture caratterizzano il layout di Casa Nandi, dove ogni ambiente propone scorci e vedute sugli spazi outdoor. Baricentro della residenza è l’ampia cucina, che le pareti vetrate trasformano in vera e propria zona di transizione non solo fra interno e esterno ma anche fra due diverse dimensioni dell’abitare. Una più intima e riservata, l’altra proiettata verso i grandi orizzonti del territorio messicano.