GUEST HOUSE
Nua Nakūi

Ispirata dalla sua casa d’infanzia in Sardegna, la designer italo-argentina Jasmine Scalesciani-Hawken progetta in Messico un santuario del benessere. Dove realizzare il potenziale per uno stile di vita grezzo e selvaggio

Situata all’interno di un’azienda agricola a El Pescadero, un tranquillo villaggio sulla costa della Baja California Sur, in Messico, Nua Nakūi non è una residenza per il benessere come le altre. Realizzata da Jasmine Scalesciani-Hawken, una designer italo-argentina con una profonda reverenza per la natura e l’artigianato, questa oasi rappresenta una manifestazione tangibile della sua esperienza personale e della sua visione. Ispirata dalla sua infanzia trascorsa tra l’Italia e il Sud America, Jasmine ha concepito Nua Nakūi come un santuario in cui il benessere moderno si incontra con la saggezza antica. Prima di porre la prima pietra, ha dedicato due anni a rigenerare il terreno e piantare alberi, affinché la terra stessa rispecchiasse la sua filosofia – un’integrazione perfetta tra architettura, natura e benessere.

Cresciuta tra la Sardegna, Milano, Buenos Aires e l’Uruguay, Jasmine ha assorbito una vasta gamma di influenze culturali e architettoniche, che emergono chiaramente nell’estetica di questo rifugio. “A volte”, dice Jasmine “una casa può influenzare un’intera vita”. Tra le sue principali ispirazioni, infatti, c’è l’architetto italiano Alberto Ponis, che progettò la sua casa d’infanzia in Sardegna, un’abitazione che si fonde con il paesaggio costiero come se fosse nata direttamente dalla terra. A Nua Nakūi, questa filosofia si concretizza in strutture realizzate con pietra locale, legno e onice, materiali scelti per la loro capacità di invecchiare con grazia e per la loro naturale fusione con l’ambiente.

Adatto ad accogliere fino a quattro ospiti, il rifugio è composto da due strutture principali collegate da un’area esterna. Gli spazi trasmettono un senso di apertura, mentre numerosi angoli privati per la lettura e il relax invitano alla riflessione. Al centro del soggiorno, una gigantesca radice d’albero, trovata da Jasmine lungo la strada durante un viaggio, diventa il cuore scultoreo della casa, mentre una piscina separa le zone living e pranzo. La seconda struttura, chiamata la “casa di pietra”, è una suite padronale realizzata con rocce beige raccolte nella selvaggia penisola della Baja. Il centro dell’edificio è un patio coperto, con amache appese tra colonne, da cui si gode una vista ininterrotta sui tramonti dorati del Pacifico. All’interno, il bagno è un vero e proprio santuario, con una vasca scolpita a mano, una sauna e un angolo relax che si affaccia sull’esterno.

Il colore gioca un ruolo fondamentale nell’atmosfera del rifugio. Jasmine ha scelto una palette monocromatica di bianchi, crema, avorio e beige chiari, ottenendo così un’abitazione che risulta al contempo ampia e intima, minimalista ma ricca di vita. Questa sobrietà si riflette anche negli arredi, quasi tutti su misura o realizzati a mano. Dettagli inaspettati e originali – dai rubinetti vintage alle lampade di seconda mano – aggiungono carattere alla struttura, riflettendo la sensibilità giocosa di Jasmine. “Sono attratta dalla bellezza dell’insolito”, racconta. “Le nuove costruzioni raramente possiedono quell’anima che le vecchie strutture hanno per natura”.

L’approccio olistico al benessere del rifugio rispecchia la filosofia architettonica di Jasmine: entrambi sono radicati nella convinzione che la vera guarigione avvenga quando rallentiamo, ci riconnettiamo con la natura e abbracciamo la semplicità. “Visitare El Pescadero mi ha ricordato un altro posto dove avevo trascorso molto tempo durante la mia infanzia: José Ignacio in Uruguay,” riflette la designer. “Un luogo in cui ho visto il potenziale per uno stile di vita grezzo e selvaggio”. Con Nua Nakūi, ha realizzato quel potenziale, creando uno spazio che onora le tradizioni antiche, ma che offre anche una via per il benessere moderno.