Una perfetta integrazione materica, cromatica e di linguaggio guida il progetto del nuovo atelier di Matière Première Architecture. Che riunisce sotto un unico ombrello estetico concept e produzione
Un ensemble architettonico omogeneo, coerente tanto nelle scelte progettuali che in quelle materiche e contestuali. È questo il frutto del lavoro congiunto di Matière Première Architecture e della sua consociata Nu Drom, che nella pittoresca regione del Quebec danno vita insieme a un terzo partner – un’azienda specializzata nella lavorazione del legno – a quella che non è semplicemente una sede ma un vero e proprio polo basato su una perfetta integrazione fra progettazione e costruzione tanto nel concept quanto nella sua materiale realizzazione. Due edifici, uno dedicato alla produzione, l’altro concepito come spazio di lavoro, riflessione e coinvolgimento, che esplorano al di là della loro funzione i metasignificati di un intervento particolarmente sensibile al patrimonio naturale e culturale dell’area.
Manifesto simbolico di questa visione è il volume dello spazio uffici, con la sua silhouette essenziale ispirata all’architettura vernacolare, concepito come vetrina in perpetua evoluzione della pratica creativa di Matière Première Architecture. Un involucro in cui si aprono a intervalli regolari finestre a tutta altezza – posizionate in modo da creare sottili giochi di luce che cambiano con le ore e le stagioni per offrire un’esperienza spaziale sempre nuova – dialoga con paramenti in legno di cedro non trattato. Un’essenza scelta per la sua caratteristica di sviluppare con il tempo una patina argentea e accompagnare così la lenta integrazione paesaggistica dell’edificio.
Proprio la progettazione del paesaggio ha avuto un ruolo centrale nell’intervento. Per conservarne l’integrità ampie porzioni del terreno sono state lasciate al loro stato naturale, e allo scopo di definire una chiara transizione fra natura e costruito il team di progettazione ha previsto una serie di vasche in cemento dove la vegetazione locale è libera di crescere, generando una sorta di linea di transizione visiva e sensoriale tra l’edificio e la foresta.
Il design degli interni è frutto di un delicato bilanciamento fra apertura e intimità, funzionalità ed emozione. Un’importante scala in acciaio e legno di rovere funge da cerniera spaziale, collegando gli ambienti del piano terra con la zona studio al piano superiore. Qui dettagli come i soffitti a cassettoni e i rivestimenti in tessuto assolvono alla duplice funzione di connotazione estetica e innesco di esperienze tattili e acustiche concepite per ottimizzare l’ambiente di lavoro. Versatilità è la parola d’ordine dell’impianto distributivo, che vede una marcata separazione fisica e funzionale del piano terra, attualmente adibito a showroom ma concepito per una rapida riconversione a spazio ufficio in caso di necessità.
In termini di prestazioni, comfort termico e illuminazione naturale hanno guidato le scelte progettuali sin dalla fase di concept. Le facciate vetrate, opportunamente orientate, contribuiscono a regolare il microclima interno massimizzando l’assorbimento della luce naturale, risultando nel prospetto sud parzialmente incassate nell’involucro in modo da creare un cuscinetto termico che limita l’apporto di calore nella stagione estiva. A ovest, una cortina esterna in legno filtra la luce solare pomeridiana mantenendo una costante connessione visiva con il paesaggio.