CASE
Antico casale

Un buen retiro in terra di Toscana, vicino a Capalbio. Che l’interior designer
Michela Imperiali ha recuperato mixando uno stile minimalista con studiati tocchi raw.
Che celebrano la cultura contadina

Nascosto in mezzo ai filari di ulivi e alla vegetazione spontanea il casale colonico lo devi proprio andare a cercare. Siamo a Capalbio ma lontani dai locali cool della riviera toscana e dalle spiagge affollate.

“La Maremma nell’entroterra ha una grande calma e tranquillità, specialmente fuori stagione”, racconta Michela Imperiali, interior designer da quasi vent’anni, che dopo un inizio di carriera in Italia come designer di gioielli, nel 2005 si è trasferita a Londra con la famiglia e lì ha fondato il suo studio MikInteriors.

Il suo buen retiro si chiama Podere San Guido, tredici ettari di terreno nel verde della macchia mediterranea. “Anche se non si vede il mare il paesaggio mi ha letteralmente sedotto. Era un podere dell’Ente Maremma dei tempi della riforma agraria”, racconta Michela.

“Una delle tante case contadine costruite negli Anni 50, due piani con scala esterna: un piano terra con le stalle degli animali e sopra l’abitazione. Nonostante fosse un rudere ormai abbandonato ho subito intuito le potenzialità per farne una grande casa vacanza”.

Così è iniziata la trasformazione, di cui si è occupata personalmente. “Per un annetto circa ogni due settimane facevo la spola tra Londra e il casolare per seguire i lavori. L’ho restaurato con misura, alternando cura filologica e tratto sperimentale”, spiega.

A eccezione della cucina rifatta da capo a piedi sotto la tettoia di ricovero dei mezzi agricoli e della nuova scala in cemento trasferita dentro casa, Imperiali ha voluto mantenere gli ambienti che già esistevano.

Al posto delle stalle c’è la zona giorno: un grande living oggi collegato alla cucina e alla sala lettura, sopra le camere. E fuori, nel piccolo pollaio, c’è posto anche per una guest house affacciata sulla piscina. Gli interni rimangono essenziali, secondo la tradizione contadina.

“Ho creato uno sfondo quasi neutro su cui poi lavorare con mobili, tessuti, stuoie e illuminazione. La finitura materica delle pareti richiama i colori caldi della terra toscana, ton sur ton con i pavimenti in cotto ocra accostato alla resina”.

Per gli arredi l’equilibrio è tra l’impronta minimal e uno stile rilassato, un po’ raw. C’è molto su misura. Ha disegnato tavoli e tavolini in ferro e legno, il camino in cemento a vista e i divani del living, compresi quelli ricavati al posto delle mangiatoie.

Pochi gli altri contributi, tra eredità di famiglia e trouvaille dei mercatini raccolte in giro per il mondo. L’unico vezzo di Imperiali: “In ogni locale non deve mancare un oggetto speciale. Che sia un pezzo oversize o uno chandellier che cattura l’attenzione”. Ma niente sfarzo: qui la vera eleganza è l’understatement.