SPA WELLNESS
Minakami Toji

Un santuario del benessere avvolto dall’acqua. In Giappone, Suppose Design Office firma una guest house sospesa sulla cresta di una montagna. Con piscina a sfioro, onsen e sauna a dissolvere i confini tra architettura e paesaggio

Arroccato sulle cime silenziose di Minakami, nella prefettura giapponese di Gunma, Not A Hotel Minakami Toji segna un nuovo capitolo nell’ospitalità di alta quota. Firmato dallo studio Suppose Design Office, guidato da Makoto Tanijiri e Ai Yoshida, il complesso si compone di cinque ville e un ristorante riservato agli ospiti. Un luogo appartato, a poche ore da Tokyo, in cui architettura, natura e cultura termale giapponese si fondono in un dialogo raffinato e profondo.

Il progetto reinterpreta la tipica yamagoya – la capanna di montagna giapponese – attraverso un linguaggio contemporaneo, incorniciando lo scorrere delle stagioni nella loro quiete: i paesaggi innevati dell’inverno, la fioritura dei ciliegi in primavera, il verde intenso dell’estate, il foliage ocra dell’autunno. Le ville si distinguono per i volumi essenziali, rivestiti da facciate e tetti in lastre di rame, un materiale vivo, destinato a mutare patina con il fluire del tempo.

Organizzate su due livelli, le residenze separano la dimensione privata da quella conviviale. Al piano terra si trovano le camere da letto, i bagni e gli spazi di servizio; il livello superiore si apre invece al paesaggio, ospitando soggiorno, sala da pranzo e aree dedicate al benessere. È qui che l’architettura si dissolve nella natura, con ampie vetrate che spalancano lo sguardo sulla valle e sugli orizzonti mutevoli di Minakami.

Elemento fondante del progetto, l’acqua avvolge gli interni in forme diverse. Ogni villa ospita un circuito idro-termale composto da una piscina a sfioro lunga 15 metri, un onsen naturale, una vasca fredda e una sauna privata. Questa sequenza, ispirata all’antica pratica giapponese del toji – la terapia termale che unisce cura del corpo e dello spirito – crea un’esperienza immersiva e multisensoriale. La piscina si protende verso la valle, dissolvendo i confini tra interno ed esterno. Attorno, il gioco della luce sull’acqua, il vapore che sale dal bagno caldo e il bagliore della stufa a legna trasformano il soggiorno in uno spazio vibrante, in costante dialogo con la natura.

Gli interni sono caratterizzati da una sobrietà materica che amplifica il contatto con l’ambiente esterno. Le lampade Akari di Isamu Noguchi diffondono una luce morbida sulle zone comuni, dove un grande tavolo per otto persone diventa fulcro della convivialità. I soffitti lignei, alti sei metri, creano ampi volumi attraversati da giochi di luci e ombre, che concentrano l’attenzione sul paesaggio e sulle sue trasformazioni.

Al piano inferiore, le camere da letto interpretano un’eleganza intima, ispirata al wabi-sabi. Pareti in intonaco steso a mano, finestre rettangolari che incorniciano la luce filtrata dagli alberi e la morbidezza dei tatami creano un’atmosfera di raccoglimento e riposo. Accanto alle ville sorge Kigi, un ristorante accessibile esclusivamente agli ospiti del complesso. La sua filosofia si ispira alla dualità di fuoco e acqua, mentre i piatti, preparati con ingredienti locali, celebrano equilibrio ed essenzialità.

Con Minakami Toji, Suppose Design Office si ispira alla cultura giapponese delle sorgenti termali per riflettere la quiete del paesaggio, dando vita ad autentici santuari sensoriali ad alta quota. Definiti dall’evoluzione della loro pelle in rame, dagli elementi acquatici e dal legame profondo con il ritmo stagionale delle montagne di Gunma.