Una tipica architettura parigina dona il suo imprinting a uno spazio abitativo. Brunet Lecomte Eisenlohr Architectes firma una riqualificazione ispirata alla rivoluzione urbanistica haussmanniana
Si trova nel 17esimo Arrondissement, il cuore della Parigi monumentale. In un palazzo in stile Haussmann, letteralmente il volto più familiare della Ville Lumière con i suoi prospetti in pietra calcarea, i tetti mansardati, i balconi in ferro battuto, la matematica scansione delle facciate.
Ma questo appartamento dove si incontrano Art Déco e minimalismo contemporaneo è molto più di uno spazio abitativo. Gli autori del progetto, lo studio Brunet Lecomte Eisenlohr Architectes, trasformano infatti questo intervento di riqualificazione in una rivisitazione di flussi e funzioni domestiche apertamente ispirata alle geometrie della visione urbana concepita dal barone Haussmann.
Dove un tempo corridoi ciechi e stanze compartimentate declinavano gli ambienti nel segno della separazione, il progetto abbatte le barriere creando una continuità spaziale il cui centro di gravità, la cucina, dissolve gli usuali confini funzionali. Collocato nel cuore dell’appartamento e aperto sulla sala da pranzo, questo ambiente è concepito come spazio abitativo principale, in diretta connessione con tutti gli altri ambiti della zona giorno.
Secondo elemento guida dell’impianto distributivo è la sua profonda relazione con l’architettura: dal perfetto allineamento delle finestre a una palette cromatica declinata nei toni della pietra calcarea, tanto negli elementi decorativi che nell’interior design.
Due i grandi protagonisti degli arredi: una cucina sospesa e una libreria ispirata ai tradizionali mobili delle officine. La prima, in particolare, dimostra che destrutturazione e leggerezza possono paradossalmente esaltare la presenza di un oggetto. In questo senso gli arredi sospesi traslano lo stesso approccio alla scala architettonica, creando un effetto di galleggiamento. Lo sguardo è così libero di fluire lungo il pavimento in legno, trasformato in elemento di continuità spaziale.
La relazione materica e cromatica fra interni ed esterni diventa strumento di connessione e dialogo fra diverse epoche. Arredi e dettagli decorativi parlano senza dubbio lo stesso linguaggio tonale dell’architettura, ma le loro linee essenziali e l’adozione di soluzioni di illuminazione integrate a scomparsa rimandano al nostro tempo.
Un approccio sobrio fino al minimalismo, che riecheggia i lavori di designer come John Pawson e Vincent Van Duysen, maestri nel trasformare l’understatement cromatico e materico in strumento per esaltare la ricchezza di texture e forme.