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Il Tintorum di Chiusa

Edificato nel XV secolo come ospedale dei poveri, il Tintorum di Chiusa è molto
più di una semplice residenza: è memoria, testimonianza e, oggi, grazie all’intervento dell’architetto Stefan Gamper, uno splendido esempio di autenticità storica e funzionalità

È nel 2014 che Stefan Gamper acquista uno storico edificio completamente in rovina – il Tintorum di Chiusa – con la ferma intenzione non solo di conservarlo, ma di restituirgli nuova vita. L’ambizione era di mantenere intatta l’autenticità storica del sito e allo stesso tempo renderlo adatto alla vita contemporanea. Ci sono voluti molti anni di lavori e, contemporaneamente, come ci dice Gamper, di “calma osservazione di ogni elemento, sia interno che esterno”.

Il principio guida è stato quello della misura, del non volere troppo, dell’esercitare la disciplina del trattenersi. Così, l’intervento si trasforma in un equilibrio sottile tra rispetto della storia e la sua reinterpretazione. Molti elementi originari come volte, murature in pietra naturale, solai lignei sono stati conservati.

Invece, tutto ciò che non era sottoposto a vincoli e disturbava la purezza spaziale è stato rimosso. Tracce antiche, come una porta alta appena 1,70 metri, sono state volutamente mantenute, così come su una parete di legno gli schizzi e i disegni degli antichi ospiti.

I nuovi interventi architettonici si pongono con discrezione: pareti attrezzate, arredi fissi e partizioni vetrate si inseriscono nello spazio in dialogo rispettoso con l’esistente. Nessuna invasione della sostanza storica, nessuna prevaricazione del nuovo. Legno, vetro e acciaio accompagnano con eleganza sommessa, mai in competizione.

“La sfida maggiore”, ci dice Gamper, che è nativo di Chiusa, dove suo padre faceva il falegname e dal quale ha ereditato il sapere e il piacere di lavorare il legno, “è stata la luce, visto che l’edificio si sviluppa tra due vicoli stretti e la facciata sud risulta in parte oscurata. Attraverso aperture strategiche in copertura, logge e assi visive, la luce naturale è stata condotta in profondità, con sorprendenti effetti di illuminazione naturale e con splendide vedute dell’antico nucleo storico di Chiusa”.

Oggi il Tintorum accoglie quattro appartamenti che fondono comfort contemporaneo e storia. La distribuzione degli spazi è coerente, e comprende cucina abitabile, zone notte e spazi di ritiro dove elementi originari come le pareti in pietra o i soffitti con travi a vista dettano il carattere.

L’arredo è sobrio, spesso integrato, talvolta reversibile. I materiali sono locali, autentici e sensoriali, come larice spazzolato, cemento a vista nei bagni e tonalità neutre e avvolgenti.