ARCHITETTURA
Spazio di confine

In Argentina, lo studio Balsa Crosetto Piazzi esplora il tema dell’abitare da una nuova prospettiva. Disegnando un’architettura che senza celare la sua presenza si integra perfettamente nel territorio

Come molte città dell’America Latina anche Córdoba, capitale dell’omonima provincia argentina, ha dovuto affrontare il difficile compito di conciliare un vivace sviluppo urbano – che l’ha portata a diventare il centro territorialmente più esteso dello stato sudamericano – con la conservazione del proprio patrimonio naturale. Un patrimonio con cui la città ha cercato di mantenere una solida relazione, capace di conciliare il forte retaggio storico–naturalistico della regione con la modernità. Un’operazione che è al centro anche del progetto sviluppato dallo studio di architettura Balsa Crosetto Piazzi per AG House, una residenza situata all’estremo confine cittadino, proprio nel luogo in cui si incontrano la più grande riserva naturale di Cordoba e un piccolo torrente.

Caratterizzata dalla sovrapposizione di due importanti volumi, uno dei quali arretrato in modo da creare un’ampia zona terrazzata, AG House è organizzata a partire da un massiccio paramento murario prospiciente la strada di accesso. Una cortina opaca dello spessore di due metri rivestita in mattoni al cui interno trovano posto gli impianti e il sistema di raccolta delle acque piovane. Varcata questa massiccia soglia la vista si sofferma sull’elemento intorno a cui si articola la relazione fra interno e esterno della residenza: un portico che attraversa longitudinalmente quasi l’intera abitazione.

Alle grandi aperture del piano terra corrisponde al livello superiore – accessibile da una scala metallica – un’ampia vetrata affacciata direttamente sulla vegetazione e il torrente che scorre in prossimità della residenza. Da qui è possibile salire fino alla grande terrazza alla sommità, da cui lo sguardo spazia sulla Riserva di San Martín, uno dei più preziosi patrimoni naturalistici della regione di Cordoba.

Interni ed esterni si sviluppano riprendendo le stesse astrazioni geometriche e materiche che connotano l’involucro, risolvendole con l’utilizzo di un unico materiale, il cemento, presente sia nelle strutture che nei paramenti murari. L’esito è un organismo architettonico che, pur senza celare in alcun modo la sua presenza, si trasforma in elemento integrato nel territorio grazie alla sobria uniformità delle sue linee e alla sua consistenza materica.