Tra le montagne dell’Alberta, Cut Out House di Young Projects prende forma scavando nella materia costruita. Disegnando vuoti, affacci e geometrie curve che articolano il dialogo tra architettura e paesaggio
Nelle Rocky Mountains canadesi, Cut Out House di Young Projects nasce da un gesto di sottrazione. Porzioni di volume vengono rimosse e traslate per costruire una relazione calibrata con il paesaggio. Questa operazione genera una sequenza di affacci e spazi di transizione attraverso cui la casa si misura con due presenze opposte: il bosco che avvolge il sito e l’orizzonte aperto delle montagne.
La geometria dell’edificio nasce da uno spostamento. Una serie di slittamenti rispetto all’impianto originario crea tensioni che organizzano percorsi, visuali e rapporti tra le diverse parti della casa. Ne deriva una composizione che evita la compattezza dell’oggetto isolato, e assume piuttosto il carattere di una struttura capace di aprirsi selettivamente verso il contesto.
La stessa logica prosegue all’interno dell’abitazione. Se all’esterno i tagli e gli scavi articolano la massa costruita, negli ambienti interni una serie di superfici curve introduce una dimensione più fluida. Le pareti accompagnano il movimento attraverso la casa, attenuano la rigidità della matrice geometrica originaria e costruiscono una sequenza di spazi che alterna aperture panoramiche e zone più raccolte. Le curve compaiono come episodi quasi inattesi, mettendo in relazione i diversi ambienti e contribuendo a rendere più morbida la percezione dello spazio domestico.
Questo dialogo tra rigore e fluidità trova una delle sue espressioni più evidenti nella grande copertura a farfalla che attraversa l’edificio. Il tetto non chiude semplicemente il volume, ma ne orienta la lettura. La sua linea accompagna il movimento dello sguardo verso il paesaggio montano, collega le diverse parti della casa e conferisce unità a un organismo articolato che segue l’andamento del terreno. Anche l’ingresso viene assorbito in questa logica, diventando parte di una sequenza spaziale costruita attraverso compressioni e aperture.
All’interno, legno chiaro, cemento e dettagli metallici dai toni caldi definiscono una palette essenziale che rafforza il rapporto con il paesaggio alpino. La materia lavora soprattutto sulla continuità tra le diverse parti della casa. La luce naturale scorre lungo pareti e soffitti, evidenziando le geometrie curve e amplificando la percezione degli spazi scavati all’interno del volume. Ne deriva un’atmosfera misurata, dove materiali e forme concorrono a mantenere il paesaggio come principale protagonista dell’esperienza abitativa.
In Cut Out House la sottrazione diventa uno strumento di progetto, capace di trasformare un volume compatto in un sistema articolato di relazioni. I vuoti scavati nella massa costruiscono viste, orientano i percorsi e modellano gli spazi interni, mentre le superfici curve traducono questa logica in un’esperienza domestica fluida e dinamica.