ARCHITETTURA
Casa Effevu

A Modigliana, il progetto di Ellevuelle Architetti trasforma lo spazio tra due edifici rurali in una struttura abitata. Dove scelte materiche e impianto distributivo regolano la relazione con il territorio

Progettata da Ellevuelle Architetti nella cittadina di Modigliana, Casa Effevu interviene su un organismo rurale composto da una casa in pietra e un fienile, assumendo come tema centrale lo spazio che li separa. Proprio questo intervallo diventa materia di progetto, generando un dispositivo architettonico capace di mettere in relazione le preesistenze ma mantenendole distinte.

Il nuovo volume si inserisce come elemento autonomo, disposto lungo la pendenza del terreno a ridefinire la relazione fra i due corpi di fabbrica esistenti. La casa e il fienile conservano la loro identità, mentre il corpo intermedio introduce una continuità fatta di percorsi e attraversamenti. È un’architettura che opera seguendo un approccio in cui l’intervento preserva il costruito, senza però rinunciare a innovare.

Da questa scelta deriva l’organizzazione spaziale. Il nuovo corpo si articola attraverso una successione di setti murari e pilastri che ne regolano il ritmo. Ogni campata introduce una variazione, ogni apertura orienta lo sguardo, rendendo il fronte orientato verso la valle un sistema di soglie che calibra la relazione con il paesaggio.

Le scelte materiche partecipano a questa logica. La pietra, impiegata nelle strutture murarie, stabilisce un legame con il contesto e con la casa originaria e diventa elemento di continuità. Spessore, tessitura e colore costruiscono una base stabile, su cui si innestano le altre componenti.

A dialogare con la pietra sono elementi lignei e superfici vetrate, che alleggeriscono la densità della pietra. Il progetto accosta alla massa muraria la precisione del dettaglio, alla continuità delle superfici opache la porosità delle aperture. La materia diventa così un linguaggio che articola lo spazio e lo rende leggibile, accompagnando il passaggio tra interno ed esterno.

Gli ambienti si dispongono lungo il nuovo volume senza una compartimentazione netta, costruendo una continuità che è al tempo stesso spaziale e percettiva. Le soglie non sono marcate da elementi chiusi, ma da variazioni minime: uno scarto di quota, una diversa incidenza della luce, un cambio di profondità.

La struttura resta visibile e partecipa alla definizione del linguaggio interno. I setti murari e le travi lignee ordinano lo spazio e ne regolano l’uso. Il legno introduce una dimensione domestica, capace di bilanciare la presenza della pietra, mentre le aperture mantengono costante la relazione con l’esterno. In questo modo gli interni si configurano come uno spazio continuo ma non indifferenziato, dove ogni parte è riconoscibile.

Effevu House non cerca un’immagine unitaria, ma piuttosto un sistema di relazioni che non elude i contrasti – tra i due edifici esistenti, tra questi e il nuovo volume, tra la massa della pietra e la leggerezza delle aperture – e li rende tema progettuale.