Abitazioni primitive, ai limiti dell’incompiuto architettonico. Sono i Shobac Cottage, costruiti dallo studio MacKay-Lyons Sweetapple Architects sul sito di un vecchio insediamento di pescatori in Nuova Scozia
Upper Kingsburg, una remota città costiera della Nuova Scozia che si affaccia sui litorali frastagliati dell’Oceano Atlantico, in Canada, è diventata oggi una popolare destinazione turistica. Qui, una strada sterrata conduce fino a un villaggio di case vacanze decisamente atipico, con quattro chalet e un fienile ottagonale. Costruiti dallo studio MacKay-Lyons Sweetapple Architects i cosiddetti Shobac Cottage si ergono imponenti sul sito di un vecchio insediamento di agricoltori e pescatori.
Lo stile moderno e l’architettura vernacolare retrodatano le strutture a un’epoca quasi primitiva. Alla particolarità derivata dall’estetica scarna e asciutta si unisce anche una curiosità storica. I cottage, infatti, fanno parte di un’area che è diventata nel tempo sede del Ghost Architectural Laboratory, o soltanto Ghost Lab, un workshop della durata di due settimane sul tema della progettazione che richiama ogni estate ingegneri, costruttori, professori e studenti, e diretto da uno dei due fondatori dello studio, l’architetto Brian MacKay-Lyons.
Scandole di cedro rivestono le pareti esterne e i tetti spioventi, mentre basamenti in cemento elevano le case da terra per proteggerle dalle maree. Ampie vetrate disposte in modo irregolare offrono una vista panoramica sul paesaggio rurale, apportando all’interno flussi di luce naturale. I residence dispongono di un cortile e una terrazza in legno per rilassarsi all’aperto. Entrando, il piano terra ospita la cucina e una stanza a doppia altezza, mentre la zona notte è collocata in un soppalco. Accenti metallici scuri – tra cui una grande capriata – contrastano con la struttura in legno. “Un set di elementi totemici in acciaio nero è l’ideale per ricreare l’impressione di abitare dentro il paesaggio”, afferma il team.
Accanto ai quattro cottage spicca un’abitazione con il tetto a capanna rivestita esternamente in Corten. Acciaio resistente agli agenti atmosferici, questo materiale conferisce all’edificio una ricca tonalità arancione che continuerà a variare con il passare del tempo e l’invecchiamento della struttura. Con soli 65 metri quadrati organizzati su due livelli, quest’ultima presenta la stessa disposizione semplice degli chalet, con un accogliente living al piano inferiore e una zona soppalcata. Colonne e travi in legno lasciate a vista si accostano ai pavimenti in pino scuro e a una scala in acciaio, mentre gli arredi su misura, un tappeto in pelle di animale e una grande stufa a legna completano l’ambiente.
Allineati l’uno accanto all’altro, i cottage affondano le radici nelle case anonime che si possono ancora trovare in tutta la campagna della Nuova Scozia. Fatta eccezione per la connessione con il paesaggio, queste cabine compatte potrebbero essere considerate delle proto-abitazioni al limite dell’incompiuto. Un risultato che rispecchia pienamente il principio costruttivo di Brian MacKay-Lyons. “L’architettura non significa consumare il paesaggio”, spiega, “ma trovare il modo di inquadrarlo e valorizzarlo”.