Un’antica stalla nel paesaggio rurale dell’Uckermark diventa una casa che non perde il carattere della struttura originaria, ma introduce un netto dualismo tra il linguaggio agreste del piano terra e gli interni contemporanei del livello superiore
A Fergitz, piccolo villaggio immerso nel paesaggio dell’Uckermark, a nord di Berlino, un edificio agricolo di circa 140 anni è stato trasformato in una casa di campagna. Un intervento firmato da Thomas Kröger Architekten che sceglie di confrontarsi con la costruzione esistente senza sovrapporle un linguaggio estraneo, ma creando un suggestivo contrasto tra due aree distinte dell’abitazione.
Originariamente costruito come stalla, l’edificio apparteneva al complesso agricolo di una tenuta e presentava una struttura mista in muratura di mattoni e legno. Nel corso del tempo era stato suddiviso e adattato a due abitazioni per famiglie, per poi essere abbandonato e rimanere inutilizzato per quasi vent’anni. Il progetto interviene mantenendo sostanzialmente intatta l’immagine esterna: la facciata in mattoni, le aperture ad arco, gli scuri in legno e i grandi portoni restituiscono ancora oggi l’aspetto di un edificio rurale.
Entrando la trasformazione diventa più evidente. Il piano terra conserva un carattere volutamente agreste: la pavimentazione in mattoni, le massicce strutture lignee lasciate a vista, i rivestimenti in tavole di legno e l’assenza di partizioni mantengono leggibili i codici della vecchia stalla. Al centro, il grande spazio a doppia altezza diventa il fulcro della casa, con un ampio camino in mattoni che ne accentua ulteriormente l’atmosfera domestica e rurale.
Il progetto introduce però, all’interno di questa struttura, elementi decisamente contemporanei. Le nuove parti sono definite da leggere partizioni vetrate con profili neri, che separano gli ambienti senza interrompere la continuità visiva e lasciano sempre in evidenza l’orditura lignea originaria. Scale, panche, contenitori e altri elementi fissi sono invece realizzati in legno chiaro, in uno stile semplice che ben si integra le preesistenze.
Le nuove parti sono definite da leggere partizioni vetrate con profili neri, che separano gli ambienti senza interrompere la continuità visiva e lasciano sempre in evidenza l’orditura lignea originaria
Al piano superiore il rapporto tra passato e presente assume una forma netta. Qui gli spazi sono luminosi, intonacati di bianco e caratterizzati da un’atmosfera decisamente contemporanea. Il pavimento in legno chiaro, le pareti candide, le superfici essenziali e gli arredi definiscono un ambiente domestico completamente diverso da quello del piano inferiore, pur mantenendo visibili le travi e la geometria originaria della copertura. La luce filtra attraverso le nuove aperture e le strutture lignee, accentuando il contrasto tra la ruvida matericità della preesistenza e la leggerezza degli interni.
Anche gli ambienti più privati seguono questa impostazione. Nel bagno, per esempio, le superfici bianche sono animate da un rivestimento composto da piccoli elementi ceramici blu, mentre gli archi e le aperture interne riprendono alcuni dei motivi presenti nella struttura originaria dell’edificio. Il risultato è un interno luminoso e minimale, nel quale pochi dettagli introducono colore e carattere.
Sul lato rivolto verso il giardino, tre grandi aperture ad arco rappresentano uno degli interventi più significativi: i portoni in legno possono essere completamente aperti, trasformando il piano terra in uno spazio permeabile tra interno ed esterno e rafforzando il rapporto con il paesaggio agricolo circostante.