Nella campagna che circonda Londra, il rifugio progettato da Hutch Design bilancia il suo fascino vernacolare con la freschezza di un design contemporaneo
Situato nella periferia rurale di Londra, The Makers Barn, progettato dallo studio di architettura Hutch Design, è un rifugio di campagna che bilancia sapientemente il fascino vernacolare con la freschezza del design contemporaneo.
Un tempo fienile abbandonato, la struttura di settanta metri quadrati è stata ripensata come una casa vacanze che fonde magistralmente geometrie decise, artigianalità e semplicità rurale in un insieme coerente.
Questo progetto biofilico – e bucolico – presenta una sorprendente combinazione di stili neo-vernacolari e minimalisti. Un tetto spiovente rivestito da scandole di legno emerge tra l’erba e i fiori selvatici e si sposa con una facciata in legno chiaro e ampie vetrate a tutta altezza, che lasciano intravvedere inteni essenziali. Aiuole sapientemente integrate, con un verde lussureggiante e fiori bianchi, collegano l’architettura al suo ambiente naturale.
Dovendo fare i conti con uno spazio ridotto, i progettisti hanno optato per un volume unico e fluido. Organizzato attorno a un camino centrale, l’open space è definito da transizioni delicate anziché da rigide separazioni, con partizioni a mezza altezza e visuali strategiche che dividono sottilmente zona giorno, zona notte e bagno, quest’ultimo dotato di una vasca incassata e doccia in cemento illuminata da un lucernario.
Al centro del progetto di Hutch Design c’è un’attenta interpretazione dei contrasti. Dal punto di vista architettonico, la struttura si ispira al vernacolo locale, con la sua forma bassa, il tetto a forte pendenza e il camino sovradimensionato che evocano i fienili e i cottage Tudor della zona.
Rivestita da assi verticali di larice, la silhouette della casa dialoga con il contesto rurale, pur mantenendo una nota decisamente moderna. Linee pulite, dettagli nitidi e ampie aperture vetrate – tra cui una finestra angolare senza cornice – introducono elementi di design contemporaneo che attenuano la rusticità della casa, ma senza cancellarla.
Questa dualità prosegue all’interno, dove texture grezze e organiche incontrano raffinati tocchi industriali, mentre oggetti artigianali si mescolano a pezzi di design iconici.
La palette dei materiali – pareti e soffitti intonacati, pavimenti in legno, falegnameria in olmo inglese e tessuti in fibre naturali – riecheggia i colori dei campi circostanti. Al contrario, il volume in cemento armato al centro della casa introduce un contrappunto scultoreo.
In cucina, un’isola rivestita in legno è abbinata a ripiani metallici che trasmettono leggerezza. Le piastrelle Zellige sulla parete di fondo attirano lo sguardo verso l’alto, in direzione di un lucernario che inonda lo spazio di luce naturale. Mentre pentole forgiate, sgabelli torniti in legno e ceramiche realizzate a mano rafforzano l’ethos rustico e artigianale della residenza.
Anche la selezione degli arredi riflette lo stesso equilibrio. Nel soggiorno, il divano Camaleonda di Mario Bellini è abbinato alla lampada da terra Papiro di Sergio Calatroni, in contrasto con un tappeto di lana a pelo lungo e con una lampada a sospensione intrecciata con fibre di banano.
Il risultato finale è raffinato ma al tempo stesso ruvido e concreto. Minimale ma indubbiamente caldo e avvolgente.