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Attico a Treviso

A Treviso, tra memoria e trasformazione, Moitié Studio firma un attico intimo e sofisticato con studiati accenti di colore. In equilibrio tra stile, funzione e racconto

A Treviso, un attico immerso nel verde diventa l’occasione per raccontare una nuova idea di abitare: personale, moderna ed emozionale. È la casa di Giorgia Rossi, co‑fondatrice di Moitié Studio, che insieme al socio Francesco Gennaro ha curato la trasformazione dell’appartamento che un tempo apparteneva al nonno. Un progetto che intreccia memorie familiari e visione contemporanea, dove la dimensione privata incontra l’approccio sartoriale e trasversale che lo studio ha sviluppato tra retail, spazi dell’accoglienza e residenziale su misura.

L’attico – 180  metri quadrati all’ultimo piano di un edificio Anni 80 rivestito in klinker color muschio – presentava una pianta frammentata. L’ingresso si apriva direttamente sul soggiorno stretto e lungo e con poca luce, la cucina era separata e poco funzionale, la camera padronale piccola e priva di contenimento. Il progetto ha quindi ridisegnato la distribuzione, creando un nuovo equilibrio tra spazi, volumi e funzioni.

Elemento chiave dell’intervento è l’inserimento di un volume centrale, che si inserisce tra ingresso e zona giorno come snodo visivo e funzionale. Rivestito in una tonalità carta da zucchero, il blocco racchiude bagno ospiti e lavanderia, filtra i percorsi e restituisce profondità allo spazio. Attorno a esso si sviluppa un ampio open space in cui la cucina aperta dialoga con la zona pranzo, il salotto e un angolo lettura più raccolto.

«Abbiamo immaginato la pianta come un vero e proprio racconto visivo, capace di scorrere con fluidità come un film: dall’ingresso al terrazzo, dalla cucina al living, ogni ambiente assume un ruolo preciso e riconoscibile», racconta Francesco Gennaro.

«All’inizio temevo che il volume centrale, in tonalità carta da zucchero, risultasse troppo impattante -confessa Giorgia – invece è proprio quell’elemento a definire lo spazio: dona carattere all’ambiente, ma al tempo stesso trasmette una sensazione di calma e armonia».

Oltre alla camera padronale, l’appartamento ospita altre due camere da letto pensate per garantire comfort e funzionalità a tutta la famiglia. Il grande terrazzo, avvolto dal verde degli alberi, diventa nei mesi estivi una naturale prosecuzione del living.

Il progetto riflette la cifra stilistica di Moitié Studio: un’estetica sofisticata, eclettica, in cui materiali, arredi e colori dialogano in modo fluido e sorprendente. La palette cromatica si articola in sfumature di verde smeraldo, porpora e neutri caldi in dialogo con il parquet in rovere posato a spina di pesce che attraversa gli ambienti conferendo continuità visiva e una sensazione di calore.

Gli arredi raccontano un equilibrio dinamico tra pezzi su misura, icone del design e incursioni vintage: l’angolo lettura – uno dei punti focali del progetto – è composto da due poltrone cromate accanto alla storica Taccia di Castiglioni che poggia su un coffee table di Moitié Studio. In salotto, il divano su disegno dialoga con i tessili e la grande fotografia firmata Adriano Russo. La cucina, rivestita in marmo verde Alpi, è pensata come una scultura funzionale e scenografica.

Nella zona notte, la camera padronale si arricchisce di una cabina armadio e adotta un linguaggio più sobrio: letto Conte Casa, applique Lampe de Marseille by Nemo, armadiature su disegno e sulla scrivania la lampada di Luca Nichetto per Astep. La camera della bambina esplora un registro più onirico, con armadi rosa su misura e carta da parati Fornasetti, mentre gli interruttori della collezione Flashback – progettata dallo studio per Officine Morelli – aggiungono un tocco grafico.

I tre bagni sono un’ulteriore occasione per sperimentare accostamenti materici: legno di noce, mosaici cipria, marmo di Carrara e ottone brunito si alternano con eleganza. In quello padronale, le piastrelle dialogano con i toni caldi del legno; in quello della bambina, i mosaici si abbinano a uno smalto porpora intenso. Mentre il bagno ospiti è definito da un mobile in frassino nero con lavabo in marmo e rubinetteria in ottone, illuminato da una sospensione Louis Poulsen.

«Lavorare su un progetto insieme, quando la “cliente” sei tu, può trasformarsi in una sfida…» racconta Giorgia. «Io tendo a creare spazi sobri, eleganti e senza tempo, ma soprattutto penso molto alla funzionalità e alle esigenze quotidiane. Francesco, invece, nei progetti residenziali ama portare la libertà creativa che da sempre contraddistingue il nostro lavoro nel retail. Spesso sono io quella che deve, almeno un po’, frenare la sua estrosità».

«Proprio questo equilibrio tra rigore e creatività – aggiunge Francesco – è ciò che rende speciale il nostro lavoro. Quando troviamo un punto d’incontro, è sempre una vittoria che dà carattere e personalità al progetto».