CASE
Liberty palermitano

Provenzano Architetti Associati trasforma un appartamento Liberty dei primi del Novecento in una dimora contemporanea. Un progetto che lavora su colore, continuità spaziale e reinterpretazione degli elementi storici

Lo studio Provenzano Architetti Associati interviene all’interno di un appartamento dei primi del Novecento situato a Palermo, in un’area urbana sviluppatasi dopo l’Esposizione Nazionale del 1891. L’edificio appartiene a quella particolare declinazione del Liberty siciliano legata alla cosiddetta “scuola basiliana”, ancora leggibile nei fregi di facciata, nelle decorazioni interne e nell’impianto distributivo originario dell’abitazione.

Il progetto non cerca una trasformazione radicale, ma lavora piuttosto sulla sua reinterpretazione atmosferica e funzionale. L’impianto a enfilade tipico delle case palermitane storiche viene mantenuto, conservando la profondità prospettica fra gli ambienti e quella continuità visiva che costituisce uno dei caratteri più riconoscibili dell’appartamento.

All’interno di questa struttura, però, il progetto ridefinisce il funzionamento quotidiano della casa attraverso una nuova organizzazione della zona giorno. La cucina, ricollocata, entra in relazione diretta con il living, generando una sequenza più fluida e contemporanea degli spazi domestici.

Una parte significativa del lavoro riguarda il recupero e la reinterpretazione degli elementi esistenti. Le tradizionali porte “palermitane” in pitch pine vengono restaurate e trasformate in dispositivi integrati al nuovo sistema architettonico. Gli imbotti lignei accolgono con discrezione le bocchette dell’impianto di climatizzazione, evitando sovrapposizioni tecnologiche invasive. Dopo il rifacimento dei solai, un parquet in rovere unifica gli ambienti con una superficie continua e calda.

L’aspetto più interessante del progetto è però il ruolo assegnato al colore. Provenzano Architetti Associati costruisce gli interni attraverso una successione di tonalità dense e calibrate che coinvolgono pareti, soffitti e arredi. Ogni ambiente sviluppa una propria dominante cromatica, producendo una sequenza di atmosfere distinte ma reciprocamente connesse.

Il colore diventa qui vero e proprio strumento narrativo. Accompagna il passaggio da una stanza all’altra, e restituisce all’appartamento una densità visiva lontana dalla neutralità spesso associata agli interni contemporanei.

Gli interni mescolano arredi moderni e pezzi vintage senza rigidità stilistiche. Sedute Thonet, tavoli Desalto, lampade Flos e arredi Roche Bobois convivono all’interno di una composizione controllata, dove il progetto complessivo prevale sull’iconicità dei singoli oggetti.

Anche i bagni mantengono un rapporto diretto con la struttura originaria dell’edificio. Le volte in mattoni rimangono visibili e accostate a rivestimenti in gres e arredi dal linguaggio essenziale, costruendo una relazione continua fra preesistenza storica e nuova materia. Parallelamente, il verde domestico – sviluppato con la consulenza di Federico Lo Verso – entra negli interni come componente architettonica integrata, contribuendo a definire l’atmosfera della casa.