Tra lava nera e mare blu cobalto, viti, capperi e ulivi, pennellate di colori vitaminici (ri)danno vita al piccolo Dammuso del Leoncino. Che si schiude per essere vissuto all’aperto
L’atmosfera arida e rurale ricorda l’Africa, eppure l’isola è in Italia. Sospesa tra la Sicilia e la Tunisia, Pantelleria ricorda costantemente di essere un vulcano dormiente con le sue sorgenti termali, i geyser di vapore e il lago termale. Tranne rare eccezioni, nessuna costruzione moderna disturba i suoi paesaggi dalla bellezza inaudita. Solo i dammusi – le tipiche case contadine in pietra lavica nera sormontate da una cupola bianca di ispirazione araba – punteggiano l’isola avvolta da un mare blu cobalto profondo e seducente.
È qui, alla fine di un sentiero tortuoso che solca la terra bruciata dal sole per inerpicarsi sulle verdi alture di Rekhale, che Angelo Sensini ha trovato il suo rifugio. Acquistato in rovina nel 2013 e restaurato completamente – a regola d’arte – il dammuso di soli ventisette metri quadrati, incastonato nel mezzo di una tenuta vinicola di oltre un ettaro, contempla il mare a perdita d’occhio e la Montagna Grande. Esteta parigino, ma anche uomo di terra, Angelo ritrova qui la campagna marchigiana della sua infanzia.
“A Pantelleria i piccoli negozi profumano di sardine, bucato, liquirizia, dolci, caffè e alcol come negli Anni 60”, racconta il fondatore dell’omonima agenzia di comunicazione specializzata nel lusso a Parigi. Viti, capperi, ulivi, mandorli, fichi, cactus, orti, piante aromatiche ed erbe selvatiche scompigliate dal vento circondano la sua minuscola casa, abilmente concepita come gli spazi ristretti di una barca. Se i muri esterni in pietra, consumati dal passare degli anni, hanno conservato lo spirito di un tempo, gli spazi interni sono ‘una baldoria lussuosa’ di tutte le sue passioni.
“Ho trovato il posto perfetto per sbrigliare la mia immaginazione preservando l’anima di Pantelleria. Rifuggo dal minimalismo e dal design a tutti i costi, sono un massimalista”, afferma Angelo. E così quella che è stata una grotta è diventata la camera da letto, la mangiatoia per gli animali si è trasformata nell’angolo cottura e la cupola del tetto ora accoglie gli amici per feste sotto le stelle.
Hanno mantenuto invece il loro posto, dopo una pennellata di vernice scelta nelle tonalità tipiche del sud, alcuni mobili originali, come il tavolo del patio in legno turchese, la cassettiera lime in cucina e la panca in cemento color sabbia sotto al pergolato di bambù. Instancabile collezionista, Angelo ama circondarsi di souvenir, libri, disegni, dipinti, fotografie, ex voto, cianfrusaglie insolite, mobili di design o vintage che ha scovato da mercanti d’arte e rigattieri, su Ebay o durante i suoi viaggi in tutto il mondo.
Simili ad acquerelli, i colori del cielo, del mare e della macchia mediterranea che si srotola davanti alla casa si moltiplicano all’infinito: un invito che fa capolino attraverso le piccole finestre che preservano l’interno dal caldo e dallo scirocco. Risvegliato al mattino dal silenzio, il Dammuso del Leoncino, che prende il nome dal Bichon Maltese di Angelo, incarna alla perfezione la poesia “L’Infinito” di Giacomo Leopardi.
Questo articolo è estratto da Open Air 2. Sfoglia il magazine