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Dettagli d’epoca

In un grande appartamento a Milano, FantiBozzettiMenegon abbina marmo e legno, forme sinuose, tocchi dorati. Per un lusso in bilico tra classico e moderno, che non dimentica il comfort

“In ogni progetto l’equilibrio è fondamentale: l’organico e la tecnica, la semplicità e la ricchezza, la forma e la funzione”. È la filosofia di FantiBozzettiMenegon, studio fondato nel 2019 da Fabio Fanti Bozzetti e Martina Menegon, che si sta ritagliando uno spazio nel mercato del lusso chiavi in mano, in Italia e all’estero.

Un esempio dell’approccio dei due interior designer è una casa di 400 metri quadrati, ristrutturata in zona Sempione a Milano per una giovane coppia con un figlio. Con più obiettivi: mettere a punto una residenza famigliare confortevole, senza rinunciare a conservare il più possibile i dettagli originali dell’edificio e forgiando, al contempo, la cornice giusta per la collezione d’arte e design dei proprietari.

“La prima volta che abbiamo visto l’appartamento, con le sue proporzioni imponenti e i soffitti alti tipici di questo genere di edifici d’inizio XIX secolo, non era in cattive condizioni”, ricorda Fanti Bozzetti. “I dettagli d’epoca, come porte e modanature, erano in ottimo stato, solo risultavano un po’ sottovalutati”.

Si è così intervenuti su quest’ossatura in modo da valorizzarla e modernizzarla, ma senza sconvolgerne l’identità originale. E si è proceduto a modificare la disposizione degli interni, rispettandone le radici borghesi ben riconoscibili nei grandi e ariosi saloni e nella distinzione netta tra stanze private e aree comuni.

Oggi la pianta si compone di due soggiorni con tanto di bow window e camino, una sala da pranzo, una cucina, uno studio e tre camere da letto, ciascuna con bagno privato e cabina armadio. Ampi e splendidamente illuminati da luce naturale, gli ambienti sono stati interamente restaurati, ma, spiega Menegon, “fortunatamente alcuni elementi erano stati già aggiornati e bene, in linea con l’epoca dell’immobile: in quei casi ci siamo limitati ad adeguarli agli standard di quelli inseriti ex novo”.

Per i progettisti era fondamentale, in particolare, costruire un’armonia tra vecchio e nuovo, rispondendo alle esigenze dei clienti, ma aggiungendo il proprio tocco stilistico. Di qui l’accostamento di pietra e legno: se il parquet non è stato rimosso e sostituito, bensì riportato a nuova vita facendone risaltare il colore scuro, non mancano inserti di boiserie scanalata, mentre sotto al tavolo da pranzo è stato creato un “tappeto” in marmo di Carrara e in cucina e in corridoio si è puntato su un motivo palladiano su misura.

Si è ricorsi al marmo anche per alcune soglie, per realizzare nicchie con mensole per libri e oggetti, oltre che in tutti e tre i bagni con lavabi progettati ad hoc nello stesso materiale, pur se in varianti diverse. Laddove in cucina si è optato per il più resistente granito, “che esteticamente sortisce un effetto simile, ma è più adatto all’uso quotidiano”, osservano Fanti Bozzetti e Menegon, giunti a questa soluzione dopo molte ricerche, visite in cava e test.

Il risultato è una raffinata cucina in bianco e nero, con abbondanza di spazio e luce, dotazioni tecnologiche accuratamente nascoste e un’isola che è il sogno di chiunque ami stare ai fornelli. Per il resto, l’appartamento, con i suoi stucchi e le pareti bianche, rivela nell’insieme un sapore nordico che affiora anche nella selezione di mobili dalle forme sinuose e dalle linee classiche rivisitate con un’impronta contemporanea, nonché di icone del design come la lampada Mezzo Oracolo di Gae Aulenti, la sedia in legno 699 Superleggera di Giò Ponti e il coffee table Cicognino di Franco Albini.

“Il design è piuttosto maschile, questo in linea con le preferenze dei clienti, di cui le opere d’arte esposte, molte delle quali giocate su contrasti e forme geometriche o tridimensionali, sono un riflesso”, concludono i progettisti.

Questo articolo è estratto da The Book 30. Sfoglia il magazine