ICONS
Icona brutalista

L’architetto brasiliano Felipe Hess reinventa un appartamento all’interno del grattacielo Copan
di Oscar Niemeyer. Con un progetto industriale e brutalista, con tocchi rock’n’roll

Con la sua sinuosa silhouette a S e il massiccio scheletro in cemento, l’Edificio Copan è uno dei simboli della città di San Paolo. Disegnato da Oscar Niemeyer negli Anni 50 e finito di costruire nel decennio successivo, il grattacielo si eleva per 35 piani per un totale di più di 1100 appartamenti e circa 5mila residenti. Una cittadella all’interno della megalopoli brasiliana, con tanto di codice postale tutto suo.

È qui che Felipe Hess ha avuto l’opportunità di reinventare un’abitazione di 280 metri quadrati per una giovane coppia, compito assegnatogli con un diktat: lasciare che la storia di questo importante monumento urbano continuasse a respirare tra le pareti.

A capo dello studio che porta il suo nome e affiancato dal socio Lucas Miilher, Hess lo ha assolto con spirito rigoroso, progettando un loft con cucina, sala da pranzo, soggiorno con salotto e ufficio, camera da letto e bagno. Il tutto lasciando intatti colonne e soffitti in cemento.

“Lavorare in un luogo così iconico è stato incredibile”, ha dichiarato. “Ho cercato di essere rispettoso, rendendo omaggio alla struttura originale. Al tempo stesso, ho tenuto fede alla mia visione, dando vita a un’ambientazione pulita e priva di eccessi, anche se più industriale e brutalista, data la natura del grattacielo”.

Una delle caratteristiche che saltano subito all’occhio è il contrasto tra la tonalità marrone del parquet a terra e il grigio del cemento. Per il resto, gli spazi sono stati arredati con mobili vintage dei proprietari secondo un’estetica rilassata e informale, non priva di un tocco alternativo e rock’n’roll conferito dalla presenza di sedute da cinema, chitarre, ritratti musicali alle pareti e una collezione di vinili ben disposta in box di legno inseriti in uno scaffale in cemento che si armonizza con l’involucro dell’appartamento.

Anche altri elementi come l’isola della cucina, la scrivania e le librerie sono in cemento, al punto che sembrano essere sempre stati lì, come se fossero usciti dalla mente dello stesso Niemeyer.

In più Hess ha aggiunto  qualche pezzo che ha fatto la storia del design carioca, omaggiando pionieri quali Jorge Zalszupin e Jean Gillon, quest’ultimo autore della splendida poltrona Jangada con poggiapiedi, in legno scuro, pelle di bovino nera e rete di nylon, protagonista del salotto.

Tappeti e lampade stilizzate completano la casa, arricchita da un giardino d’inverno pensato come una vera e propria oasi metropolitana, con sedute in corda e tavolini per i momenti di relax. Nella camera da letto dal gusto minimalista una parete curva bianca delimita il bagno con doccia e vasca vittoriana disposti dietro a una vetrata: una soluzione che consente una migliore organizzazione degli spazi, regalando una sensazione di movimento e fluidità.