Inondato dalla luce naturale e con proporzioni generose, l’appartamento dell’interior designer Louise Liljencrantz mixa minimalismo caldo ed eleganza sobria. Tra forme morbide e seducenti e una sofisticata palette di bianchi e grigi
Superfici tattili e materiali naturali quali legno, pelliccia, pietra, lino e lana sono tra le specificità dell’interior design di Louise Liljencrantz così come della sua casa a Stoccolma. Situata in una proprietà del 1883 a Östermalm, quartiere noto per la concentrazione di caffè e ristoranti, ma anche di musei e spazi culturali, l’abitazione di 200 metri quadrati presenta soffitti con stucchi e un’ossatura classica, bilanciata da elementi accattivanti e linee morbide, che le conferisce un fascino senza tempo. Liljencrantz, che vive qui con il marito e le figlie, l’ha scelta nonostante i sei strati di vecchia carta da parati e i pavimenti rovinati.
Abituata a scovare le opportunità che si nascondono dietro a soluzioni sbagliate e decenni di usura, la designer ha pensato che l’appartamento, esposto a ovest e con grandi finestre, fosse un’ottima chance per conferire un’impronta personale agli ambienti. Ha raggiunto il suo obiettivo affidandosi al suo occhio da esperta e il risultato è una casa dal mood scandinavo, dove una tavolozza di bianchi, grigi, marroni e neri fa da sfondo a una collezione di opere d’arte e oggetti ricercati.
“L’appartamento ha un suo respiro”, osserva Liljencrantz, che definisce il suo stile “sofisticato, minimalista, caldo” e che nel progetto ha voluto dare forma a una cornice lussuosa ma sobria, pulita ma accogliente, il tutto valorizzando la luminosità degli spazi. “La luce e le ombre che cambiano al ritmo del sole sono ciò che dà vita a una stanza”: questa la premessa di un design guidato da una grande attenzione per la composizione e il contrasto, dove gli arredi riflettono amore per la storia del design e una passione per il recupero che spesso porta Louise a perdersi nei mercatini delle pulci della città.
Scendendo nel dettaglio, nel soggiorno impreziosito da un enorme tappeto risalta il camino – in pietra grigio ardesia – affiancato da due poltroncine vintage in tessuto verde, un divano, il tavolo in vetro Alanda di Paolo Piva e un pezzo ‘sfizioso’ come la Botolo Chair a pelo lungo disegnata da Cini Boeri nel 1973. Qui, come altrove, la dominanza di tinte chiare si riflette anche nei dipinti alle pareti – vedi quello interamente giocato sul bianco dell’artista francese Julian Arnaud – e nelle sculture, una su tutte la testa di toro in marmo bianco di Andrzej Danielski nella sala da pranzo, dove sfilano anche un tavolo con piano in pietra calcarea attorniato dalle sedie Point, in acciaio e pelle nera, di Jonas Bohlin e da una sinuosa Whale Chair in noce intagliata dall’artista danese MortenStenbaek.
Anche nella cucina si può mangiare: semplice, arredata con moduli Ikea riverniciati in grigio, ospita un tavolo, una panca con cuscini in pelle color cognac e sedute Jean Prouvé. Il design monocromatico che lega coerentemente i diversi locali abbraccia anche la camera da letto completa di lampadario Sputnik e protetta da doppie tende, dove, tra dettagli in ottone, lini e una panca in velluto ai piedi del letto, c’è spazio anche per un piccolo corner studio con scrivania e sedia di Hvidt&Mølgaard. Perché inizialmente Louise pensava di avere bisogno di un ufficio casalingo, ma l’occasione di uno showroom al pianterreno dell’edificio ha risolto la questione.
Meritano una nota a parte il tavolino Lidingö in radica di olmo e noce di Michael Anastassiades, ispirato alle forme delle isole dell’arcipelago di Stoccolma, e gli specchi incassati nelle porte tra la zona notte e il living che donano ampiezza agli ambienti grazie a un effetto ottico immediato.